Wolff: “Grandi guadagni se risolvessimo il proponendo” – F1 Team – Formula 1

“L’auto inguidabile nello stesso modo in cui lo era prima, lo si vede dai rimbalzi in retilineo”. Una sola frase quella di Toto Wolff sufficiente a riassumere perfettamente il momento della Mercedes. Il Team Principal dei campioni del mondo in carica ha indicato il porpoising quale la fonte di gran parte dei problemi della W13, senza lesinare critiche anche decise: ,A volte mi domando come i due piloti riescano a tenerla in pista, Lewis si merita di meglio da noi, ma siamo una squadra e dobbiamo fare tutti del nostro meglio per realizzare un’auto in grado di lottare per le prime posizioni”.

Il rimbalzo aerodinamico, noto anche come poiising, un fenomeno ritornato in Formula 1 con la nuova filosofia aerodinamica delle vetture, maggiormente improntate alla generazione di carico dal sottoscocca. Il progressivo aumento della spinta verticale alle alte velocità porta il fondo ad avvicinarsi al suolo, accelerando gradualmente il flusso d’aria fino a una condizione critica in cui si distacca dalle superfici di stallo, generando di una condizione. La vettura perde così di carico aerodinamico, rialzandosi e innescando nuovamente l’intero ciclo, portando la vettura a rimbalzare. In casa Mercedes dichiarano che il fenomeno ben più complesso di quanto appena sia descritto, opinione però non condiviso da alcuni tecnici rivali, suggerendo quanto la situazione in casa campioni del mondo possa essere critico.

Al pari di Mercedes, anche Ferrari e Haas evidenziano vistose oscillazioni in rettilineo, ma nel caso della W13 queste si innescano a partire da velocità inferiori, costringendo a scelte di assetto di compromesso per limitare il fenomeno, za quale de ‘ terra quale de ‘ terra altaumento delle modifiche alle rigidezze delle sospensioni. Il tutto porta però a utilizzare la vettura in condizioni diverse da quelle per le quali stata progettata, sacrificando così gran parte del suo potenziale: “Penso che l’aspetto della nostra vettura che mette in ombra tutto il resto che abbia molto più porpoising degli altri”Spiega Wolff, “A causa dei rimbalzi, non possiamo mantenerla bassa come vorremmo e questo ha delle enormi sul’assetto, sul grip delle gomme e su tutto resto. Se riuscissimo a venirne a capo, riusciremmo a estrarre molto più potenziale dalla macchina, mentre in caso contrario ci sarebbe un percorso di sviluppo decisamente più convenzionale che non abbiamo ancora intrapreso. Voglio che ci prendiamo il tempo necessario per decidere saggiamente”.

Il numero uno della Stella ha voluto che la risoluzione del porpoising aiuterebbe a ribadire la W13 a chiedere di assetto meno compromettenti, giovando in maniera significativa alla performance complessiva: “Siamo convinti che i concetti che abbiamo impresso alla vettura ci consentiranno di mantenerne un’altezza da terra molto bassa, ma finora non siamo stati in grado di farlo a causa del porpoising. Se riuscissimo a venirne a capo, ci sarebbe un considerevole guadagno di tempo sul giro che ottenerealtrimenti pensare un’altra idea”. Toto Wolff ha smentito però le voci secondo cui attualmente Mercedes sarebbe limitato nello sviluppo dal budget cap dopo le nuove pance portate nella seconda sessione di test prestagionali: “Le modifiche sono ancora in Bahrain non hanno impattato molto sul budget cap, perché non abbiamo cambiato il concetto aerodinamico della vettura. Abbiamo mantenuto il corpo vettura stretto, ma potrebbe dovessimo fare qualcosa di diverso, avere un peso tetto di spesa”.

Il manager austriaco quindi passato ad analizzare la gara dei propri piloti in riva al Santerno: “Durante il pit-stop abbiamo avuto un cedimento del meccanismo di regolazione dell’incidenza dell’ala anteriore di Russell, quindi non abbiamo potuto regolarla come necessario per il suo secondo stint e George ha cost questo probabilmente giro gli sar gli sar lottato con il sottosterzo brillantemente. Ancora una volta, sta andando oltre la competitività dell’auto”. Wolff non ha lesinato elogi sul lavoro sin qui svolto dal giovane inglese: “Sono impressionato come si è integrato in squadra e quanto professionalmente e analiticamente aiuti a fare il punto della situazione. Una delle poche note positive di questo week-end che sia George che Lewis insieme, senza alcun attrito. Al contrario, sono molto produttivi e positivi per la squadra. Non potrei essere più contento della nostra line-up di piloti. Abbiamo forse due dei tre migliori piloti e meritano un’auto che consenta loro di lottare davanti”.

Lewis Hamilton ha chiuso dal proprio compagno di squadra, rimanendo escluso dalla zona punti. La differenza di rendimento tra i due piloti Mercedes a Imola non è stata però causata da discrepanze a livello di assetto: “No, non c’erano grandi differenze tra le vetture di George e Lewis. Il problema che quando c’è un trenino di vetture con il DRS, quale quello in cui si ritrovato Lewis, quasi impossibile sorpassare. C’è una sola zona DRS e se non hai velocità sul dritto, non puoi passare. Penso che entrambi stiano facendo il massimo, andando oltre il potenziale della vettura. Lo abbiamo visto con George, che ha avuto una buona partenza e ha avuto la vettura ottimamente. Lewis invece è rimasto dietro”. Wolff ha quindi ribadito l’assenza di responsabilità da parte nel campione del mondo nei recenti risultati: “Dobbiamo proteggerlo. Non al suo minimo, la macchina che lo . un sette volte campione del mondo. il miglior pilota al mondo e non ha una vettura che gli permetta di esprimersi”.

FP | Carlo Platela

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