Processo a Hamilton – Gianluca Calvaresi

Dopo il Gran Premio dell’Emilia Romagna Lewis Hamilton stato critico da addetti ai lavori e non. Il pilota inglese ha disputato una gara priva di guizzi particolari, chiudendo in tredicesima posizione e doppiato di un giro, mentre il suo compagno di squadra Russel ha ottenuto un valido quarto posto a pieni giri. E’ proprio il confronto con il giovane compagno di squadra, quarto nel mondo piloti con un vantaggio di ben ventuno punti da Lewis, a innescare una discussione sulla validità della performance del sette volte campione del mondo in questo di travagliato Mercedes.

Nulla di nuovo si dirà. Nella vita come in Formula 1 a passare dalle stelle alle stalle ci vuole un attimo, e quello che di buono si dimostrato fino a pochi mesi prima non regge alla pressione del presente. Al di là del risultato finale sotto la bandiera a scacchi, la brutta gara di Hamilton sul circuito del Santerno Vieni sempre dipende dai punti di vista. Proviamo quindi a proporvene dovuto, quello di una ipotetica “accusa” e quella di una altrettanti ipotetica “difesa”. Il giudizio finale lo lasciamo a voi lettori.

L’Accusa
In numeri parlano chiaro. In nessuna fase del lungo week end del Gran Premio dell’Emilia Romagna Lewis Hamilton è stato in grado di sopravanzare il suo compagno di squadra. Russell lo ha infatti preceduto sia nelle prove libere che in qualifica che al termine della sprint race, oltreché sotto la bandiera a scacchi domenica, Se andiamo poi a riprendere la classifica delle “inutili” prove libere del sabato mattina (quelle che precedono la Sprint Race il cui ordine di partenza a quel punto già deciso) troviamo proprio Russell in cima alla lista mezz de qua tempi, a con Hamilton secondo dal suo compagno di squadra ea parità di mescola. Certo si tratta di un week end di gara complicato da condizioni meteo instabili ma dovrebbero essere proprio queste condizioni a favorire un esperto pluricampione del mondo anni di F1 alle spalle e che sotto la pioggia in passato a Imola ha picchiato la sua Williams per due volte. In gara l’atteggiamento di Hamilton stato troppo arrendevolenon riuscendo a alcun sorpasso, provando solo parte di gara ad aiutare nell’ultima compiersi gassoso ma in modo molto timido e sempre nello stesso punto della pista. Force stanno venendo fuori i limiti di Hamilton ormai disabituato da anni nel combattimento corpo a corpo in pista, Del resto anche nel 2021 Lewis stato accusato a volte di essere troppo arrendevole verso Verstappen, specie negli attacchi alla prima curva portatigli dal pilota olandese (Silverstone a parte). Una remissività dettata dalla voglia di stare lontano dai guai e da uno “zero punti” di tappa, che forse gli costata il campionato col senno di poi.
Tornando a Imola, se chiaro che Hamilton non ha la bacchetta magica per trasformatori di botto la sua Mercedes W13 in una macchina competitiva non si può certo dire che fuori dalla macchina Lewis abbia avuto comportamenti da leader che, come si suol dire, “si carica il team sulle spalle”. L’animata discussione nel box tra Hamilton, con il casco ancora in testa, e Totò Wolff Durante le disgraziate qualifiche del venerdì stata ripresa da fotografi e televisioni e non ci si poteva attendere altro visti i protagonisti. Un episodio che non ha aiutato a distendere il clima. Una discussione che poteva essere benissimo fatta a porte chiuse con più calma. Certo non detto che i due stessero davvero litigando, ma che l’aria fosse mesta nel box del pilota numero 44 lo si capito anche dalle rassegnate dichiarazioni di Hamilton a fine gara che una volta di lavorare ha detto a ma continue che la situazione quella che . Un campione di realismo indubbiamente, ma da un sette volte del mondo ti aspetteresti un po’ più di atto crede nella comunicazione anche non verbale ed un po’ più di capacità di motivare il tuo team davanti ai microfoni nonostante le difficoltà. Cosa che all’altro eptacampione del mondo, al secolo Michael Schumacherdecisamente meglio.

La Difesa
Giudicare la gara di Imola di Lewis Hamilton in solitaria in base alle classifiche di prove, gara sprint e gara un esercizio piuttosto superficiale. Sono state tante le variabili che hanno condizionato il suo week end e tutte per il peggio,
La qualifica del venerdì stata martirizzata da pioggia e bandiere rosse che non hanno permesso ai piloti attardati, tra cui Hamilton e lo stesso Russell, di avere possibilit di migliorare il proprio tempo. La Corsa Sprint non ha cambiato poi di molto il risultato della qualifica ed entrambi i piloti mercedes giravano più o meno sullo stesso passo,
In gara Hamilton è stato penalizzato da una brutta partenzun ma una sorte che toccata a tutti quelli che partivano da posizioni pari, Leclerc in primis, perchè quel lato della pista bagnata era decisamente senza grip. Russell invece partiva dalla undicesima posizione e dunque da un lato della pista che gli ha permesso uno scatto decisamente migliore di Hamilton che invece alla primata si ritrovato imbottigliato dietro a vetture molto più più più più Russell inoltre partito sì bene, ma stato anche grazie al tamponamento triplo tra Ricciardo Sainz e Bottas che ha poi potuto guadagnare la sesta posizione senza troppa fatica. Hamilton durante il suo pit stop stato ulteriormente sfortunato avendo perso preziosi secondi nella pit lane anche per l’ostruzione da parte di Ocon penalizzato poi per rilascio non sicuro. La sua Mercedes non era certo la veloce più in retilineo ed inoltre continua a mancare di carico aerodinamico rispetto alle concorrenti per via del problema irrisolto del porpoising e azzardare un sorpasso con gomme slick andando sulla parte umida della pista con una macchina che non trasmette la nessessaria confidenza sarebbe stato poco utile, Si dirà che Russell ha portato a casa almeno il sorpasso su Magnussenma in una fase della gara il pilota della haas girava con gomme intermedie ormai finite e la difficile evidente con cui lo ha ottenuto (con un primo tentativo andato a vuoto in cui si preso un gran rischio) un’ulteriore segno della scarsa adrenza della Mercedes sulla pista di Imola domenica. Russell ha poi ereditato la quarta posizione dopo l’errore di Leclerc alla variante alta e l’unico suo pericoloso antagonista nella fase finale di gara era botta, a sua volta tolto di mezzo da un pit stop lunghissimo da parte dell’Alfa Romeo. Insomma Russell sicuramente un talento ed un potenziale del futuro, ma rispetto domenica ad Hamilton era dall’altra parte del tavolo della fortuna rispetto al suo compagno di squadra.

FP | Gianluca Calvaresi

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