Plusvalenze, udienze per Juve e Napoli. I club si oppongono al sistema delle procure

I sostenitori dei club vogliono eliminare il modello in base al quale i calciatori sono valutati. Si prevede una battaglia in salita. verdetto domani

Oggi tocca a Juve e alla difesa del Napoli. E c’è aria di scontro. Il processo di capital gain vivrà un frangente fondamentale in attesa dell’udienza finale di domani e della sentenza prevista per lo stesso giorno. È prevista una battaglia in salita per il gioco legale. Perché gli avvocati dei due club, ma anche tante argomentazioni accomunano le altre nove società incriminate per il processo sportivo, il capo della procura federale attaccherà il “teorema della Cina”. Quel martedì era chiaro: nessun danno alle classifiche delle squadre, nemmeno a Parma e Pisa, sospese ai sensi del più severo comma dell’art. campionato), maxi divieti e super multe per dirigenti e fondi aziendali.

STANGATO

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Ecco allora, per fare l’esempio più famoso e clamoroso, chiesti 16 mesi e 10 giorni per l’ex tecnico bianconero Fabio Paratici (oggi al Tottenham di Conte), 11 mesi per il presidente della Juve Andrea Agnelli e 5 per lui Giornata Napoli, Aurelio De Laurentiis . E ancora una multa di 800mila euro per il club bianconero, 330mila per gli azzurri, 320mila per il Genoa, 195mila per la Samp e 42mila per l’Empoli, solo per essersi fermato ai cinque club di Serie A coinvolti. Ma la lista delle richieste è lunghissima e nessuna delle cifre di vertice degli 11 club coinvolti viene dimenticata.

per partire

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Gli interventi mireranno a smantellare il modello statistico ideato dalla procura. È quanto insistono le autorità, che non sono state ascoltate in privato: «una ricostruzione che non è né in cielo né in terra». Riuscire a smantellare la costruzione a cinque parametri e di conseguenza che il confronto tra valori “reali” e dati registrati in bilancio non è molto affidabile significherebbe riportare il caso delle plusvalenze dove è sempre stato: un’impossibilità Stabilire il valore oggettivo del giocatore. È molto probabile che vengano presentate simulazioni per rendere meno attendibile la stima fatta dalla Procura federale.

non valutato correttamente

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In particolare, la censura numero uno riguarda la sottorappresentanza dei giovani, che sono allora la maggioranza nella lista dei 62 (salita a 51 per la presentazione di alcune cause, giudicate “maggioranza”, da Pajnik ad Artur). Era. Quattro delle cinque voci prese in considerazione dal modello della procura (c’è anche l’età) ridurrebbe il valore di giocatori meno conosciuti con ottime prospettive. Cronologia contratti, Cronologia trasferimenti, Cronologia sportiva, Ruolo. Questi argomenti possono crollare, riuscire a distruggere tutto davanti a un valore “virtuale” che è 70, 40 o 20 volte il valore effettivo sarebbe più complicato.

vicepresidente procedurale

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Tuttavia, ci sono anche altri punti di conflitto. La difesa sottolineerà la discrepanza tra alcune delle valutazioni fatte da Kovisok e il procuratore federale. Un altro tentativo di centrare il teorema, mettendolo in contraddizione, è che nel sistema calcio il Covisoc è la massima autorità tecnica in termini di revisione dei conti delle società. E non è un caso che questa argomentazione ritorni anche nel portare in primo piano la fattispecie del vizio procedurale. Cioè, l’esistenza di un documento il 14 aprile 2021 in cui erano già in corso i colloqui Kovisok-Procurea. Delega che a quel punto avrebbe avuto solo 30 giorni per avviare il procedimento e poi non lo ha fatto. Su questo, però, Chin è già andato all’attacco perché la storia del vizio procedurale era già nelle memorie difensive e non desta particolare preoccupazione per l’accusa. In quel documento non venivano citati casi specifici, ovvero società che esistevano in casi dispari. Informazioni che sono state inviate ufficialmente alla presidenza e alla procura federale solo nel mese di ottobre. Che da quel momento ha aperto le indagini. Indagini in cui nell’inchiesta sono state utilizzate anche altre carte (alcune a dire il vero, ordini di perquisizione e sequestro, non intercettazioni) provenienti dalla Procura di Torino.

Olocausto

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Domani potrebbe arrivare la decisione del Tribunale federale, presieduto da Carlo Sica. A meno che i giudici non sentano la necessità di tempi aggiuntivi per rivalutare il numero dei rinvii e le circostanze, con la difesa della difesa. Il ricorso è atteso entro un mese. Ma l’intera partita si gioca anche sulla motivazione. Quanto del “teorema cinese” sarà accettato dai giudici?

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