Partita di scacchi del GP di F1 del Bahrain

Leclerc ha condotto la gara dal primo all’ultimo giro, ma è stata la Red Bull di Verstappen a determinare il gioco di strategia. Analisi strategica avanti e indietro a Sakhiro

Giulio Caronia

Sono stati valutati il ​​talento di guida, la velocità in pista, le capacità di gestione degli pneumatici e l’intelligenza nei momenti critici Vince Charles Leclerc Nel GP di F1 del Bahrain. Il giovane Ferrari ha così rotto il suo record di 45 vittorie in GP, ​​la seconda più grande serie negativa nella storia del Cavallino Rampante. Ma, a ben guardare, un bel pezzo dei meriti di Red Victory è da attribuire al muretto dei box, che con freddezza ufficiale riesce a respingere tutte le mosse tattiche escogitate dagli strateghi della Red Bull, eppure falliscono i guai meccanici di Verstappen e Perez.

Verstappen alla prima mossa, undercut

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Se la Ferrari, grazie alle prestazioni della F1-75, guida la classifica dal primo all’ultimo giro, la Red Bull ha invece condotto le danze a livello tattico. La prima mossa di Milton Keynes al Muro fu però una “telefonata”, con doppi tentativi. tagliato fuori (pit stop anticipato per sfruttare le nuove gomme e sorpassare i rivali durante i pit stop) di Verstappen: Così il campione del mondo si è fermato al 14° giro per montare una nuova morbida Pirelli e poi, al giro, scuola media forzata in entrambi i casi per andare a 30 leclerc Per rispondere al passaggio successivo (round 15 e 31).

GP Bahrain, Max ha attaccato

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In entrambe le occasioni, il pilota Ferrari riesce a tenere il passo con Max, seppur con una certa apprensione dopo il primo pit stop: è qui che il campione del mondo, aiutato dalle gomme nuove – al contrario, Charles ha le morbide fresche. Utilizzato l’ultimo treno si era protetto in qualifica: non solo avrebbe recuperato i quasi 4 secondi di margine accumulato nella prima manche, ma sarebbe anche stato in grado di andare all’attacco per tre giri consecutivi. Un duello avvincente (video sopra), che però non si ripete quando i due avversari passano al “giallo” Pyrelis: in questo caso Verstappen, chiudendo il gap della leader, non è mai in grado di attaccare. Si è infatti lasciato andare in un’esplosione radiofonica, lamentandosi della richiesta dei tecnici di non impegnarsi maggiormente per preservare le gomme.

“Abu Dhabi move”: terzo pit-stop

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Anche con p-zero medio, Leclerc si dimostra invincibile per Verstappen e, curva dopo curva, il distacco tra i due si allarga fino a un massimo di 5 secondi (giro 42). È a questo punto che Max diventa l’eroe di quella che possiamo definire la “mossa di Abu Dhabi”: quello che è successo 3 mesi fa a Yas Marina, gli strateghi della Red Bull giocano la carta della disperazione e chiamano l’olandese ai box. la terza sosta, punta tutto sul possibile cedimento delle gomme dell’avversario nell’ultimo giro, o sull’ingresso della safety car nell’ultimo chilometro, quando Leclerc non farà in tempo a fare un pit stop (come accaduto ad Hamilton) ad Abu Dabi). La risposta della Ferrari è però discutibile: se Carlos Sainz torna ai box per piazzarsi terzo su Sergio Pérez (ai box nello stesso giro del compagno di squadra olandese), la scelta di Leclerc è diversa.

Ferrari, la safety car “Salveza”.

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I tecnici di Maranello hanno ritardato, ma poi hanno deciso di lasciare in pista il leader, piazzando la media Pirelis al 31° giro. D’altronde il vantaggio è rassicurante: nonostante abbia perso quasi due secondi nel primo giro in cui Verstappen era con gomme fresche, Charles ha una scorta di 25 secondi da amministrare a soli 12 giri dalla bandiera a scacchi. In ogni caso, la safety car si occuperebbe di rimuovere Chestnut dall’incendio a causa dell’incendio alla AlphaTauri di Pierre Gasly, chiamato in pista al giro successivo. Con la neutralizzazione, la gara di Leclerc gira in discesa: il monegasco può tranquillamente fare la sua terza sosta e tornare in pista con le stesse mescole del rivale, ma tre giri in meno. Appare quindi evidente come, avendo gestito con freddezza il momento cruciale della ripartenza, il corridore del Cavallino avrebbe trovato facilmente la via della vittoria, seppur senza i problemi che hanno costretto Verstappen ad uscire dai giochi.

Strategia Red Bull, errore Perez?

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Insomma, per una Red Bull che ha guidato le danze a livello tattico, è stata una Ferrari capace di strappare tutti i colpi, mostrando reattività nei primi due tentativi. tagliato fuori – e chiarezza nella differenziazione delle strategie con Leclerc e Sanz. Il primo sarebbe rimasto in pista per gestire il vantaggio, mentre il secondo, con una strategia simile ai suoi rivali, avrebbe respinto l’attacco di Perez e difeso il podio in caso di eventuale (inaspettato e improbabile) tracollo della sua squadra-amico. Un’alternativa, quella di giocare con due punte, che la Red Bull non ha avuto il coraggio di portare a termine: nonostante il medio Piralis, il pedone del messicano è stato addirittura “sprecato” nel segnare Sainz in pista con una morbida e quindi l’autore della gara. una piccola parte di. Data la scelta di un composto teoricamente più durevole, sarebbe ragionevole aspettarsi che Checo allunghi il termine e venga utilizzato come potenziale limite per Leclerc (era seguito da Verstappen a un certo punto). ). Ma forse abbiamo voluto evitare un simile sacrificio già nel primo GP della stagione.



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