“Ora in pericolo c’è anche Gasperini. La dirigenza dell’Atalanta nota che il ciclo è finito. La Juve ha ritardato il rinnovo e poi…”

L’editorialista di TMW Enzo Buccioni si è concentrato sulla posizione di Gian Piero Gasperini e sulla stagione dell’Atalanta. le sue parole: “La crisi del nostro calcio, la crisi dei risultati e delle risorse, non accenna a fermarsi nonostante le presunte dimissioni di Gravina dopo il flop del mondiale, i tavoli si sono aperti a squarciagola per annunci e riforme come da decenni. Poi vedremo se lo faranno.

Intanto l’eliminazione dell’Atalanta dall’Europa League è un altro duro colpo, un segnale preoccupante, l’ultimo fiore all’occhiello del calcio italiano, la squadra che per tre anni è andata in Champions League a dare lezioni. Un modo giusto e bello di giocare a calcio per rappresentare il gioco è ormai solo un ricordo.

Due anni dopo qualificata ma vicina alle semifinali di Champions League, l’Atalanta è fuori anche dall’Europa League, quattordici punti in meno dell’anno scorso in campionato, oggi non sarà in Coppa, ma soprattutto lascia quella sensazione Che la magia, l’energia, il coraggio e la voglia di stupire di questa squadra siano spariti. Sei anni dopo siamo probabilmente alla fine di un ciclo fisico. Sei anni meravigliosi, tante volte abbiamo letto la storia della dea, le informazioni della società, i pensieri di Gasperini, la bella storia del calcio, tutto resterà, ma il capolinea sembra essere arrivato. Del resto capita spesso, anche se la Juve, volendo, è alle prese con la fine del ciclo dopo nove campionati e un rinnovo difficile.

Adesso è il momento di scoprire cosa fare domani e aspettare di sapere se riuscirà almeno a riprendersi un posto in coppa, è già tempo di bilanci e questo lo si capisce anche dalle parole di Gasperini Was. partita. Il budget è chiaro in rosso e, come spesso accade in questi casi, sarà coinvolto anche l’allenatore. Proprio perché è la fine del ciclo e per di più con una nuova proprietà, la posizione di Gasperini sembra vulnerabile. Ripartire con lo stesso pullman significherebbe comunque cercare un filo conduttore, un continuum con l’esperienza passata e in questi casi aspettative, confronti e confronti si rivelano sempre compagni di viaggio molto scomodi.

Se si decidesse di ripartire in via separata, in nome di un totale rinnovamento, l’addio a Gasperini non può non essere di immediata conseguenza. È già arrivato un nuovo direttore sportivo e anche questo è un inizio.

La sensazione che la nuova tenuta americana voglia ricominciare anche con i “suoi” uomini è forte e dipenderà molto da programmi alternativi. Se Pagliuca & C. decidesse di alzare subito l’asticella, l’idea di puntare su un tecnico già affermato potrebbe diventare solida.

Tuttavia è più probabile che prevalga l’idea di continuare con lo spettacolo, con un bel gioco, con un target medio-alto e poi c’è un tecnico emergente come De Zerby che è anche capace di improvvisare e lanciare il gioventù. persone all’orizzonte. E potrebbe essere l’idea giusta: squadra giovanile e grande sport. Ma non solo De Zerby, l’elenco è ampio.

Se invece si è deciso di riaffermare Gasperini, allora è chiaro che allora bisogna andare verso una vera rivoluzione della forza lavoro.

È chiaro che molti giocatori si sono sgonfiati, altri faticano a tenere il passo con il livello imposto da Gasperini negli anni e diventa molto difficile per tutti loro chiedere di nuovo di seguire il sistema del tecnico. Problemi atletici, ma anche eccitazione e appetito. Escludendo alcuni giocatori molto fedeli, il giocatore avrà una mano davvero fanatica per il pool. È vero che l’Atalanta ha tante persone che hanno il mercato, ma rimettere in piedi una squadra completamente non è facile.

Non resta che attendere la conclusione della stagione perché un’Atalanta completamente fuori dall’Europa potrebbe provocare eventi diversi da una squadra in Coppa, indipendentemente dal livello B o C.

L’unica certezza di gioco a questo punto è la fine di un ciclo e potrebbe peggiorare se i dirigenti dell’Atalanta non ci badano. Abbiamo parlato della Juve che ha ritardato il rinnovo, cercando di nascondere la realtà, che ha causato i problemi che abbiamo visto. Tutti i cicli della vita richiedono un rinnovamento completo, certamente doloroso, ma necessario.

E con la fine dell’Atalanta siamo tutti un po’ più nudi e un po’ più poveri, parlanti di calcio.

Ora il nostro calcio non può vantarsi di niente, non abbiamo più nuove idee o esempi da portare. Non abbiamo né buoni giocatori né una squadra rivelazione o il sistema calcistico europeo in qualche modo al centro.

Siamo solo periferia, grande periferia e lo dimostra questo campionato entusiasmante per la precaria gara di campionato a tre (non succedeva dal 2002-2003), ma proprio con Inter, Milan e Napoli. Brutto, argomento troppo altalenante, tecnicamente povero. Guarda le partite di Champions League per farti un’idea. Chi vincerà il campionato lo farà con punti di media molto bassi e anche questo è un chiaro segnale di pareggio contro i perdenti.

Ma gli spericolati dirigenti continuano a ballare il loro cupo e lento tango promettendo improvvisazioni che sono rimaste le stesse per oltre vent’anni. Ho visto più tavoli aperti in federazione che in Ikea.

Spero che sia un buon tavolo, che qualcosa si faccia in fretta perché la Ligue 1 ci supererà in termini di interesse e valore tecnico e quello sarà l’apice. Siamo stati i primi, rischiamo di diventare quinti.

Ma non disturbare il pilota Gravina e tutti i suoi sostenitori, lascia che l’orchestra suoni sul Titanic convocata tramite Allegri.

E non sono nemmeno convinto che Mancini non lascerà la Nazionale a giugno. Un uccellino azzurro mi ha suonato all’orecchio la possibilità che Koch non si fosse dimesso a marzo, per non minare Gravina. Con le dimissioni di Mancini, il presidente federale potrebbe aver dovuto partire o almeno aver aperto un fronte più ampio, con i suoi avversari e con il Paese, nella foga del momento. Mesi dopo, quando la rabbia si placherà, con le vacanze che si avvicinano, potrebbe essere un’altra storia. vedremo. Molto dipenderà anche dalle panchine che verranno svincolate in tutta Europa. Fantacalcio? Non resta che aspettare.

Mentre in Europa non resta che Roma. Come l’anno scorso si giocherà una semifinale, anche se sarà in una coppa minore, l’ultima nata, conference league. Ovviamente meglio di niente.

La squadra di Mourinho ha vendicato una sconfitta tennistica con Bodo qualche mese prima, giocando con rabbia ma anche un calcio che alla fine è stato efficace, veloce e intenso. Salva un pezzo di faccia tutti aggrappati alla Roma, anche se c’è poco italiano tra una proprietà americana e un libero cittadino del mondo del calcio. ,

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