Nardi a 18 anni entra nella top 200 e vede il Roland Garros

Il 18enne pesarese si racconta dopo l’ingresso in Top 200. Le prime qualifiche Slam sono realtà: “Sogno Wimbledon e gli Internazionali”

Arianna Nardi

Dice di non avere fretta Luca Nardi, anche se i suoi risultati più recentino una storia diversa. Classe 2003, fra i più promettenti Next Gen del panorama tennistico italiano, ha conquistato a Lugano il suo secondo titolo Challenger su due finali disputate in carriera e in stagione, confermandosi il terzo miglior Under 20 Atp, alle spalle di Alcaraz e Run. Ma non tutto. Dopo il successo in Svizzera, ha raggiunto le semifinali a Barletta ei quarti a Spalato, vedendosi catapultato fra le prime 200 posizioni della classifica mondiale. E pensare che soltanto tre mesi fa ci confessava il suo grande sognolam, mentre ora si già occhi apertis la possibilità di viverlo ad aperti, al Roland Garros, dove con il best ranking conquistato potrà nelsere one via di elsere al

Due finali vinte su due a livello Challenger e adesso anche Top 200. Hai tanta voglia di crescere ma anche tanta fretta sembrerebbe…

“Non parlerei di fretta, mi prendo i miei tempi, anche se sono molto felice dei risultati. Sono stati due bei Challenger, anche se diversi”.

Venivi da settimane complicate dopo il primo successo Challenger di Forlì, cosa scattato invece a Lugano e nelle settimane successive?

“Dopo Forlì la positività al Covid mi ha tenuto fuori per parecchio poi mi sono allenato per due mesi e sono rientrato. I primi tornei fra Torino e la Francia non son andati bene ma appena arrivato in Svizzera ho sensazioni avuto positive sin dal primo allenamento. Non so cosa sia scattato in particolare, stato inaspettato ma bello. Sono quelle settimane che quando capitano, ti fanno svoltare”.

Come hai festeggiato i recenti risultati?

“L’ingresso nella Top 200 non l’ho festeggiato, ero ancora in gara al torneo di Spalato ma dopo la finale a Lugano mi sono concesso un po’ di cioccolata svizzera e quando sono tornato a casa ho festeggiato insieme alla mia famiglia e alla famiglia mia ragazza”.

Man mano che si raccolgono risultati naturali che gli obiettivi si spostino. Adesso in che direzione si va?

“Non ne ho ancora discusso con il mio allenatore anche se ad inizio anno ci eravamo prefisati di arrivare in Top 150. Adesso sono fra i primi 200 quindi mi sembra un obiettivo fattibile”.

Qualche settimana fa Cobolli ha vinto il suo primo Challenger ed è stato convocato a Davis. Voi due siete segno che il vivaio del tennis italiano cresce bene…

“Flavio sta raccogliendo ottimi risultati, gli auguro di essere convocato nuovamente in Davis e di entrare presto in Top 100. Adesso più in alto di me in classifica e spero piano piano di poter crescere anche io”.

Magari arriverà anche per te una convocazione in Nazionale…

“S, vieni portaborracce! (corsa, ndr). Scherzi a parte, dipende dai risultati ma ci spero. Sarà un sogno!”.

Tanti risultati significano anche più responsabilità e di conseguenza aspettative. Tu che rapporto hai con la pressione?

“In generale sono un ragazzo molto tranquillo e sereno, anche se devo ammettere che un po’ di pressione c’è. L’augurio di poter gestire sempre tutto al meglio e di non farsi prendre troppo dall’ansia o da quello che dice la gente. Se sai quello che devi fare poi i risultati parlano da soli”.

Secondo te cosa distingue questa nuova generazione di tennisti italiani così lanciati nel circuito maggiore?

“Collaborare di più con la Federazione ha contribuito a dare una mano a noi ragazzi. Sia io che Flavio visitiamo spesso il centro di Tirrenia dove possiamo usufruire di servizi professionali e che, evidentemente, aiutano ad ottenere dei buoni risultati”.

Ti sei confermato come terzo nato nel 2003 nella classifica dopo Rune e Alcaraz, che ha vinto il suo terzo torneo dell’anno a Barcellona. Su cosa credi di dover lavorare per il salto di qualità definitivo?

“Per arrivare a certi livelli devi essere perfetto. C’è bisogno di lavorare su ogni cosa ed io credo di avere parecchi margini su tutte le aree che riguardano un giocatore: dai colpi, all’ fisico a quello”.

Qualche mese fa sognavi di partecipare ad uno Slam. Con questa classifica sei dentro le qualifiche del Roland-Garros…

“Giocare le prime qualifiche da professionista a Parigi sarà un’emozione fortissima. Cercherò di godermela al massimo, darò tutto. Il mio Slam preferito Wimbledon e spero di riuscire a giocarlo entro quest’anno”.

Grazie ai risultati delle ultime settimane sei anche n.9 nella “Race to Milano”, davanti a Cobolli. Le Next Gen sono un obiettivo per te?

“Cerco di prendere sempre tutto alla giornata, in generale non mi pongo grandi obiettivi. Se dovessi qualificarmi per le Next Gen, ben venga. Altrimenti, pazienza!”.

Prossimi appuntamenti in calendario?

“Presto sarò a Roma per disputare il torneo Challenger che si terrà la settimana prima degli Internazionali d’Italia”.

Magari resterai nella Capitale più a lungo del previsto…

“Lo spero. Giocherò il torneo di prequalificazione degli Internazionali. Mi auguro di accedere al tabellone di qualificazione o addirittura entrare in quello principale”.

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