L’improbabile rimonta della Salernitana – Il Post

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Il primo campionato di Serie A per la Salernitana in oltre vent’anni era iniziato male e proseguito ancora peggio. Dopo aver ottenuto soltanto 8 punti nelle prime 19 giornate, a fine dicembre si era ipotizzata l’esclusione della squadra dal campionato. I l fiducia a cui la vecchia proprietà di Claudio Lotito e Marco Mezzaroma aveva affidato la vendita del club — imposta dalla Serie A per conflitto di interessi — faticava a trovare un nuovo acquirente entro il termine stabilito al 31 dicembre. Un nuovo proprietario era stato trovatoinfine, soltanto a pochi minuti dalla mezzanotte del primo gennaio, quando l’imprenditore napoletano Danilo Iervolino aveva presentato l’unica offerta con garanzie economiche adeguate.

Allora la squadra si trovava ultima in classifica con 13 sconfitte in 18 partite e aveva già cambiato un allenatore, chiamando Stefano Colantuono al posto di Fabrizio Castori a metà del girone di andata. Oltre alle difficoltà societarie, è stata presentata in Serie A come squadra meno quotata del campionato e possibile in classifica a fine stagione, nonostante la presenza in rosa del campione d’Europa Franck Ribéry, arrivata però a fine carriera.

A distanza di quattro mesi, ora per la Salernitana ha cambiato tutto. Ha fatto più punti nelle ultime tre partite che nel periodo tra agosto e dicembre, e la permanenza in Serie A, fino a poco tempo fa ritenuta quasi impossibile, alla portata. Dopo aver superato il Venezia e raggiunto il Genova, le mancano tre punti da recuperare per uscire dalla zona retrocessione. Se riuscirci sarebbe una delle rimonte più improbabili nella storia del campionato.

Davide Nicola e la panchina della Salernitana dopo la vittoria contro la Fiorentina (Francesco Pecoraro/Getty Images)

Lo scorso 17 dicembre, nella sconfitta per 5-0 subita in casa contro l’Inter, i tifosi avevano annunciato due striscioni sui quali avevano scritto: «Liberate la Salernitana» e «Dilettanti, promozione Salo nei non ha campi di periferina, category» . Era un momento in cui sul futuro della squadra c’era molta incertezza e in quel modo i tifosi avevano chiesto chiarezza alla Serie A, che aveva fissato a fine dicembre la scadenza per la cessione di una squadra che, almeno in quel momento, nessuno voleva.

La scadenza era stata poi rispettata e ai primi di gennaio Iervolino, editore e altre fondatrici dell’Università Telematica Pegaso, si era presentato come proprietario dicendo, tra le nuove cose: «Questa squadra ci diventer un modello, un dilo, an uno laboratorio saranno cose delle copie». I suoi erano sembrati progetti forse un po’ troppo ambiziosi per una squadra vicina alla retrocessione, ma di pari passo con le erano arrivati ​​​​anche i rinforzi, a partire dal nuovo direttore sportivo walter di salatini, era che dopo problem fare quello che sapeva fare meglio: costruire squadre e scovare giocatori, anche dal nulla, come aveva fatto in precedenza a Palermo, Roma e Bologna.

Nel mercato di riparazione, l’ultima possibilità per cambiare una stagione fin lì disastrosa, erano stati comprati 14 nuovi giocatori (praticamente una squadra intera) a cominciare dal portiere, il napoletano Luigi Parma ine. arriva preto, arriva Tra i nuovi acquisti c’erano alcuni che Sabatini conosceva bene, come gli argentini Federico Fazio e Diego Perotti, entrambi passati per la Roma e in quel momento senza contratto.

C’erano inoltre tante scommesse, come Simone Verdi, in cerca di un rilancio dopo le difficili con Napoli e Torino, e altri giocatori pressoché sconosciuti, come il norvegese bra Emil Bohinen, preso dal CSKA Mosga, e erson, e erson milioni al Corinzi.

Franck Ribéry contro la Fiorentina (Francesco Pecoraro/Getty Images)

A febbraio, mentre Iervolino trattava l’acquisto del settimanale L’Espressoconcluso a marzo fra alcune polemichela società aveva cambiato allenatore chiamando Davide Nicola, diventato negli anni uno specialista nel salvare squadre in grandi difficoltà a campionato in corso, come aveva fatto a Crotone nel 2016 o nelle ultime due stagioni con Genoa e Torino.

Nicola ha preso la Salernitana ultima con 13 punti fatti in 23 giornate. Dopo la presentazione con un pareggio contro il Milan, ha passato marzo e quasi metà aprile senza vincere, frenato da calendario un piuttosto difficile. Il 16 aprile la Salernitana tornata a vincere dopo quasi quattro mesi, in trasferta contro la Sampdoria, e da lì non ha più smesso. Il 20 aprile ha battuto l’Udinese in trasferta con un gol di Verdi in contropiede all’ultimo minuto, e domenica ha battuto 2-1 la Fiorentina, settima in classifica, con un altro gol segnato nei minuti finali.

Da qui alla fine del campionato, per la Salernitana mancano cinque partite. Due di queste le giocherà contro Venezia e Cagliari, le altre due squadre che da qui all’ultima giornata proveranno a evitare di finire agli ultimi tre posti, e quindi in Serie B.

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