Lazio-Torino 1-1: il gol classico guasta la festa dei granata in finale

Un film già visto alle Olimpiadi di Roma. Non basta un gol di Pellegri per ottenere il successo che il Toro si sarebbe meritato. Come già accaduto all’andata, Immobile punta al pareggio in piena ripresa, confermando che la propensione di Grenade a perdere punti a fondo corsa è per l’ennesima occasione. Oggi è un vero peccato per la squadra allenata da Paro (Juric è stato squalificato dagli spalti), che ha concesso poco ai padroni di casa ed è riuscita a tenere molto bene il possesso palla, ottenendo le migliori occasioni della partita. Fino all’ennesimo gol subito negli ultimi minuti, che non può che aumentare il rammarico.

Cronaca – Qualche notizia di formazione per lo Zurigo, che vede la squadra finire due undicesima sul pareggio contro il Milan. In difesa si rivede Izzo, che, insieme a Bremer e Rodriguez, incontra il terzetto davanti a Berisha. La seconda novità è sulla corsia di destra: Mirror rientra da 1′ dopo quasi quattro mesi l’ultimo tempo, Singo inizialmente in panchina; La parte opposta ha confermato il Vojvoda. Al centro del campo la coppia Ricci-Pobega, con Lukic e Braccallo in trequarti a sostegno di Belotti. La Lazio si conferma 4-3-3 a Sarri, con il grande ex Immobile in testa a Felipe Anderson e un tridente completato da Zacagni. Dopo un inizio molto equilibrato tra due squadre che non rinunciano alle rispettive idee di gioco, il Toro è sfortunato al 24′: un lunghissimo lancio di Vojvoda inserisce Pobega, la più bella a bordo campo. Pochi minuti dopo è la posizione a negare il normale vantaggio a Bremer, bravissimo a distinguersi in mezzo al campo sullo sviluppo del calcio d’angolo; Sulla ribattuta, Rikki si fa avanti e costringe Strakosha a tirare un nuovo tiro dalla bandierina. Così al 31′ prima Belotti e poi Vojvoda sbagliano in pochi secondi due ottime occasioni: Gallo esce da ottima posizione, così Kosovar non inquadra lo specchio da pochi passi. Biancocelesti prova a guardare con Milinkovic-Savic al 39′, servito da Luis Alberto, trova la disapprovazione di Berisha su un tocco ravvicinato ma molto meno potente. Pochi minuti dopo, Patrick alza bandiera bianca per un problema muscolare: al suo posto entra Luiz Felipe.

Secondo quarto – Toro entra subito al posto di Belotti al rientro dagli spogliatoi di Pellegri, costretto al cambio per un problema fisico. I granata partono subito fortissimo, con Izzo sullo sviluppo dell’angolo ad un passo dalla porta: si erge a centro campo e batte Strakosha, trovando sulla linea la potenziale difesa di Felipe Anderson. Juric e Paro, però, sono costretti a giocare per un secondo cambio: si ferma anche Izzo per infortunio ed al suo posto entra Zima. ‘Il degno obiettivo di profitto del Toro arriva a 55: Calcio d’angolo di Rodriguez per la testa di Pellegri, che si piazza al centro del campo e lo insacca per lo 0-1. I granata sembravano avere il pieno controllo del gioco, così al 69′ Sarri prova a stupire con un doppio cambio: Liva e Luis Alberto per Basic e Cataldi al posto. E Basic è bravissimo a portare in area Zima, ma Grenade è in difesa e Berisha è attento e si precipita subito sui provvedimenti per impedire ai biancocelesti di calciare nel bersaglio. Toro quindi effettua la terza sostituzione del match, inserendo Singo al posto di Aina. La Lazio prova ad alzare il ritmo e Berisha è reattivo al 76′ per negare il pareggio di testa di Milinkovic-Savic. L’ultima mossa di Sarri è Romero, in campo per l’attacco finale al posto di Felipe Anderson. La risposta di Paro è Buongiorno per Pobega, senza il ruolo centrale reale ma chiedendo di caratterizzare Milinkovic-Savic come un uomo. Al 92′ Pellegri perde palla sanguinante in contropiede, costringendo la Lazio a ripartire: destro di Sergej Milinkovic-Savic sul secondo palo Dove Immobil corre tra Singo e Bremer, accoltella Berisha, Infine, un tiro dalla distanza di Cataldi sfiora il palo ed è l’ultima occasione di un match che si chiude con il pareggio, una battuta per i granata, raggiunta per la quindicesima volta nei minuti di recupero.

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