Inter-Verona 2-0: gol di Barella e Dzeko. notte -1 da Milano

Il primo tempo della squadra di Inzaghi, che davanti a oltre 61mila spettatori, si sblocca con l’aiuto delle azzurre croate e del bosniaco, le migliori in campo. vertice sempre più vicino

Avviso al Campionato. L’Inter – che nel 2022 non ha ancora vinto due gare consecutive di campionato – torna per divertirsi e soprattutto per divertirsi. Un aspetto fondamentale perché nel buio di febbraio-marzo l’attrezzatura che sembrava pesante come una palla ortopedica ora è tornata leggera come le teste dei giocatori per muoversi sul tabellone. Imperterrita dal successo alla Juve, la squadra di Inzaghi (con un incremento di oltre 60.000 a San Siro) ha afferrato il Napoli e ha riportato a -1 dal Milan, agganciando un buon Verona con Barella e Jaco, tutti affrontati. nel provare. Chiudere con i nerazzurri. Anche se potrebbe non finire a referto, il migliore in campo è ancora una volta Perisic. L’autore di due assist e di un processo imbarazzante per l’eccessiva forza fisica, metterebbe fine al rinnovo del croato Marotta e Ausilio.

prima metà

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Inzaghi sostituisce lo squalificato Lautaro con Correa, trovando de Vries al centro della difesa e riposando Bastoni. Demarco al suo posto. Tudor non cura Barak e si concentra sull’ex Bessa, con Capari, alle spalle di Simeone. Fuori Faraoni e Lazovic. L’inizio è uno spettacolo, tanto che l’Inter – tornata con tanti torti – vorrebbe attaccare un Verona, che se la prende per un uomo d’altri tempi con dieci gol in ogni zona del campo. La fase culmina in una fase difensiva 4-3-2-1 in cui Tamez si aggrappa a Calhanoglu, presunto difensore centrale Casale per dare la caccia a Ilicic e Barela su Brozovic. Una lotta senza quarti che vede l’Inter in lontananza e inseguire gli ospiti. Ottimo lavoro del centrocampista di Inzaghi, ma come spesso accade è Perisic a rompere la partita. Il croato prima va vicino al gol (splendida parata di Montipé al 18′) poi approfitta di un errore di Besa al 22′ per volare sulla sinistra e centrare un cross per baciare in porta Barela con un’ala sbilanciata di Throws Casale, forza dell’abitudine, in questa occasione perde le azzurre sul secondo palo su Dzeko a centro campo. Un bel gol che illumina ulteriormente Meeza. L’Inter non alza la gamba dall’acceleratore e bussando riapre la porta avversaria. Al 29′ DeMarco sfiora un corner su tiro normale di Perisic e supporta Dzeko per il 2-0 sul normale palo da trasferta (Gunter malissimo). Un colpo al Verona, ma non ha mai smesso di giocare e al 34′ Handanovic ha bisogno di una brillante uscita su Simeone per impedire la ripresa del match. Il problema dei veneti è che se si inizia a giocare in coppia contro una squadra più forte, emerge la superiorità personale dei nerzurri. E lo 0-2 alla fine del primo tempo è quasi un lusso.

Secondo quarto

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Si comincia con D’Ambrosio al posto di de Vries (stanchezza alla coscia sinistra, era rientrato appena un mese dopo) e Screenier che si arrampica sulla destra. Il Verona è sempre alto, anche molto alto, e Dumfries, dopo una buona manovra di destra, si serve 3-0 al 49′. Ma Ceccarini avrebbe potuto fare meglio anche subito dopo, su palla svincolata male da Nerzuri. Al 59′ Inzaghi chiude Correa per Gosens, con Perisic che sale. Un messaggio poco professionale per Sanchez, anche perché il caicedo tende a essere caldo a bordo campo, non il Cile. Il Tudor risponde con depoli e lasagne (che ci prova subito da fuori) per Faraoni e Bessa. Barela chiama al cambio al 65′ ed entra anche Bastoni con Vidal per un buon DeMarco. La partita è sempre vivace perché l’Inter non sfrutta al meglio i campi in erba che si aprono in alto a destra (palo di D’Ambrosio al termine di una grande azione al 75′) e i veneti danno sempre l’idea di poter riaprire da un momento all’altro. Come suggeriscono le due scoperte di Simeone, avrebbero potuto avere più fortuna. Ma la vittoria dell’Inter resta più che degna. Domani sarà compito di gestire e rispondere alle pressioni di Napoli e Milano.

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