Inter, Perisic e Gossens in duello per la fascia

L’esterno croato, costantemente uno dei migliori in campo, resta in cima alla gerarchia di Inzaghi. Il suo futuro rimane incerto, ma il presente è garantito per colpire un’altra stella

Con Perisic così, è probabile che l’attesa per Robin Gosens sia lunga. Il tedesco artigli per farsi strada nell’Inter e godersi l’emozione del suo esordio da titolare, ma la sensazione è che ci vorrà del tempo per il dichiarato passaggio di consegne sulla corsia di sinistra. Il locale, ancora oggi, resta di proprietà esclusiva dell’esterno croato, o almeno così dicono i nomi di Inzaghi perché l’ex Atlantino è infatti abile ed è quotato a tutti gli effetti. La costanza delle prestazioni e le incredibili condizioni atletiche del 33enne Spalato hanno finora convinto il tecnico piacentino a non modificare gli equilibri sulla scia dello sprint finale per il titolo. Anche perché Perisic ha dimostrato di non risentire dell’imminente rescissione contrattuale e della momentanea impasse nelle trattative per il rinnovo. Un rinnovo ancora incerto, ma esattamente quello che sperano possa essere positivo sia per il giocatore che per l’allenatore e la società.

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Come l’apparato di Inzaghi abbia il perisico centrale è stato confermato il mese scorso, quando il croato poteva trattenere il respiro. Invece di lanciare Gossens, Inzagi punta tutto sul croato, nella prima semifinale di Coppa Italia con il Milan e nella decisiva sfida europea ad Anfield e successivi impegni contro Torino, Fiorentina e Juventus. Nonostante abbia già più di 30 partite stagionali, quasi tutte da eroe, Perisic si è sempre confermato uno dei migliori in campo, aiutando molto spesso a sbloccare il risultato o a togliere la castagna dal fuoco. Tempi di difficoltà (come lo scorso 19 marzo contro la Fiorentina in casa). I numeri di questa stagione, in cui ha tagliato il traguardo delle 200 presenze in campionato con la maglia nerazzurra (contro la Juve il 3 aprile), mostrano finora cinque gol e quattro assist. Ma l’importanza e il peso del croato si misura ancora di più in termini di prestazioni vissute con sostanza e qualità, tanto da esordire da titolare 36 volte su 39.

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Con lui a sinistra la squadra va più veloce e Inzaghi capisce che, in economia di manovra, il ruolo di Perisic vale quanto quello di Brozovic o Skrinier, solo per citare i due capisaldi della macchina nerzurriana. Estrarre oggi il croato, anche se dovesse riprendere fiato, rischierebbe di compromettere l’apparato ben oliato e privare l’Inter di una delle principali fonti e soluzioni del gioco. O almeno a quanto pare la pensa così Inzaghi. D’altra parte, la capacità di Perisic di spingere con costanza, creare spazi, sfondare la fascia e tenere alta la squadra è un bene prezioso, come dimostrano i 46 gol e i 200 assist realizzati in 36 run. Lega: In pratica, quasi un contributo diretto ogni due partite. Il contratto in scadenza a giugno non è chiaramente un problema, visto che sono già state spente 33 candeline. Sphere sta chiaramente parlando finora, mostrando un Perisic lucido e ancora perfettamente sano. Uno su cui sia Inzaghi che l’Inter vorrebbero contare anche nella prossima stagione, ma vedremo. La pausa della ciotola sarà il momento per discuterne e cercare di trovare un compromesso. Appuntata al petto per prima c’è la seconda stella, che è anche l’obiettivo di Perisic.

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