Il peccatore ha perso ma è stato grande. Gli italiani possono contare su di loro per i prossimi 10-12 anni. niente più dubbi [VIDEO]

Da Montecarlo, Direttore

I l Montecarlo aperto È sempre stato molto italiano sugli spalti. Ma non sempre su Ranieri III né sulla Cour des Princes.

Tranne che negli ultimi anni, motivo per cui oggi non ci stupiamo se due italiani, Jannik Peccatore e lorenzo musetti Entrambi sono arrivati ​​al secondo turno e infatti si vocifera… ah, se ci fosse anche Matteo Berrettini! Forse al secondo turno ne avremmo avuti tre.

La nuova era, nel principato dove Barazutti fu finalista nel ’77, la colluttazione (6-3,7-5,6-0) dell’imbattibile Bjorn Borg, emerse 3 anni prima.

La prima vittoria italiana nel 2019 è stata qui celebrata grazie a Fabio Fognini, che ha costretto gli “storici” a rispolverare il brillante trio di Nicola Pietrangeli (1961-1967 e 1968…). E credo che oggi Nicola impreca contro chi insiste sui record del tennis solo nell’era degli Open! Se avesse vinto nel ’69 invece che nel ’68, tutti si sarebbero ricordati almeno della sua terza vittoria. Invece quelle prima del ’69 sono vittorie… sono sepolte.

Tre anni fa abbiamo cominciato a gioire dopo decenni… “Mai felici!” Quando i due azzurri, Fabio e Lorenzo sonego Raggiunto i quarti di finale. Un mezzo miracolo, si è pensato poi, visto che ha perso il primo set al primo turno contro Rublev Fognini e nel secondo ha annullato una sciocchezza di cinque game-ball 5-1.

L’altro mezzo miracolo, o meglio un miracolo completo, Questo è successo quando Fognini ha battuto anche Rafa Nadal, campione dell’11° Open di Montecarlo in semifinale. Sicuramente più difficile che battere Lajovic in finale.

Questo… fu il primo segno del Rinascimento italiano (Senza dimenticare le semifinali al Roland Garros di Cechinato nel 2018.) Da allora tutto è cambiato. Dopo quell’impresa inaspettata, Fognini è finalmente diventato una Top-10 Quando era disperato che un nostro connazionale non ci riuscisse mai più, 40 anni dopo la nostra ultima top ten (Barazutti).

Nei mesi immediatamente successivi iniziò La straordinaria crescita di Matteo berettini Fu coronato il suo arrivo nella top 10 mondiale e la sua partecipazione alle London ATP Finals (con quella vittoria su Theme, prima degli Azzurri al Masters di fine anno, affrontata da Panata dopo il doppio 0–3 ’75 e Barazutti al ’78).

Il 2021 è stato l’anno migliore di sempre per il tennis italiano del terzo millennio. Lo accorcerò. Due italiani nella top ten, dieci nella top 100 per qualche settimana, Sonego vicino alla top 20, Musetti che iniziava ad emergere, Fognini che ancora sparava fuochi d’artificio qua e là.

Le aspettative erano alte quest’anno, ma abbiamo iniziato… (Tranne all’Australian Open dove Berrettini e Sinner hanno avuto molto rispetto, e poi a Davis abbiamo corso un grosso rischio). Anzi, era il nostro che zoppicava, soprattutto con le vesciche ai piedi del peccatore, mentre Berrettini si fermava con i suoi guai al mignolo destro: tendini? guaina? Non è noto…

Il fatto che un torneo sia ancora da vincere, porta invece a 13 titoli vinti da quel memorabile aprile 2019.

Forse il “nostro” ci aveva viziato, si pensa. Ma sono passati solo tre mesi, abbi pazienza.

Intanto abbiamo due ragazzi del terzo millennio al secondo turno. E sono ancora i più giovani in lizza che Carlitos Alcaraz abbia perso “El Chico Prodigioso”., La transizione concreta di Miami ha superato la terra del principato (anche per via aerea…) Non è stato ben assorbito dal nuovo fenomeno che Nadal non ha ancora avuto.

qui, e me lo ricordo benissimo, Sono stato felice di vedere Nadal Solah battere Albert Costa in tarda serata e i riflettori nel 2003Campione in carica al Roland Garros 2002.

Alcaraz non è il primo Nadal perché Nadal non è nato come una margherita, e poi perché Il tennis di Carlitos è molto più rischioso. Con il suo topspin, Rafa ha attraversato la palla in rete di almeno un metro. Il rischio che la rete rappresentasse un vero collo di bottiglia era quasi inesistente.

Alkaraz gioca più in anticipo, più rasorette, è più aggressivo e infatti probabilmente è più deciso sul cemento di Rafa, Ma sulla terra battuta, quando lo scambio si allunga, fa più errori di Rafa 19 anni fa. Di Nadal per ora non ha nemmeno il servizio: è stato rotto sette volte.

E poi mentre il figlio (e fratello) di Art, Sebastian ripetereche è cresciuto sulla terra verde della Florida – ma anche sulla terra rossa della Repubblica Ceca di suo padre Petr – ha perso prima a Miami e ha avuto il tempo di venire in Europa e prepararsi adeguatamente, Kalitos non aveva tutto in quel momento. e hanno pagato il pegno, A Parigi, dove i campi sono più veloci che qui, giocherà sicuramente molto meglio. Forse già a Roma. Mentre Korda giocherà al secondo turno contro l’amico Fritz, un derby. Quindi vedremo sicuramente almeno un americano nei quarti e non era così chiaro. In ogni caso, Korda è riuscito a ritardare l’arrivo di Alcaraz nella top 10 del mondo.

Come ho scritto quel giorno, i tennisti americani non hanno mai brillato molto da queste parti. È noto che l’ultimo americano a vincere a Montecarlo è stato Hugh Stewartun colosso di discreto talento (che per caso faceva il raccattapalle al torneo internazionale di Firenze: ha giocato contro Beppe Merlo, che mi ha insegnato a tenere la racchetta con entrambe le mani per fare il rovescio; Ho ricordi confusi del loro duello, ma uno di loro ha avuto una convulsione (probabilmente Stewart) e il gioco è stato interrotto per molto tempo. Qui a Monte Carlo, Stewart ha conquistato un altro americano, Tony Vincent, nel 1956. sono passati solo 66 anni Da quel giorno in poi e il 1956 fu l’anno degli ultimi due film di Grace Kelly e del suo matrimonio con Ranieri III. Stewart era un californiano molto alto che giocava bene anche nel basket. L’ultimo finalista Made in USA da allora è stato Aaron Crickstein, Allievo di Bolettieri nel 1992 e eventuale semifinalista di Spadia nel 2003. Nel ’91 Crickstein giocò un match pazzesco contro Jimmy Connors agli US Open e perseIl match che ho commentato per Tele+ con Roberto Lombardi e il cui video è stato ripetuto mille volte durante gli US Open ogni volta che pioveva e non aveva ancora tetto, come in realtà è stato con Connors C’è stato un match epico che ha letteralmente catturato le masse.

Tornando da noi, e scusandoci per l’eccessivo degrado di Amarkord, verrà trovato il vincitore di questa ricerca di Fritz-Korda o del carnefice di Djokovic, fochina (Chi vuole ripetere i quarti che sono già arrivati ​​qui) oppure goffin Joe è un altro che ha battuto Djokovic qui (2017). A proposito di serbo, ho avuto una lunga e interessante intervista esclusiva con Goran allo stand Sergio Tacchini Ivanisevic, Dovresti essere in grado di leggerlo al mattino. Immagino che mi abbia detto che Novak era malato, con la febbre alta (40?) nel recente passato, ma non ha detto niente, non ha cercato alibi. Goran, che parla anche di tutta “l’esperienza” di Noelle in questi mesi, mi ha detto: “Non volevo che giocasse. Se fosse stato per me, non avrebbe giocato”.

Ammirevole è il fatto che l’arrogante Noelle non cercasse scuse.

il fatto che i due giocatori più giovani agli ottavi di finale siano i nostri due Piccoli eroi. Papi non è stato davvero entusiasta contro il finlandese Rusuvuori in una partita Gianluca Sartori lo ha descritto come “pieno di errori da entrambe le parti” nella sua cronaca. – Solo 28 vincitori, 79 errori gratuiti! — mentre Musetti invece si è fatto mettere le rughe sugli occhi da Laura Gidobaldi Pallone di rovescio top-spin, per la continuazione della sua impresaIl tracciante sembrava ai passanti. Così la sua seconda vittoria al numero 9 del mondo, Schwartzman un anno fa ad Acapulco, Auger Aliassim come un leone questo mercoledì. Se, mentre è qui, Lorenzo dovesse visitare il casinò, gli consiglio di puntare 9.

Schwartzman sarebbe più difficile rispondere, Sebbene. Siamo tutti d’accordo con quanto mi ha detto il suo allenatore Simone Tartarini. Questa volta l’Argentina non lo sottovaluterà di certo, finora lo ha incontrato… in Messico a sue spese. Ma Lorenzo, l’abbiamo già notato più volte, se parte bene e lo eleva alle masse, si scatena. Giocare contro un giocatore che non ti dà molti servizi vincenti, Che tu possa rompere anche dopo essere stato mal servito è un buon aiuto psicologico. vedremo. Sono abbastanza ottimista, nonostante… “montagne russe” Tatarini me ne ha parlato con il suo linguaggio colorito.

io Peccatore contro Rublev? La vittoria di Yannick a Barcellona. Rublev non conta a Vienna per il ritorno di Sinner ad inizio partita infortunato dalle solite vesciche. Non ho visto Rublev o Sinner giocare bene, quindi è come andare alla roulette e giocare rosso o nero… Oh no, che sto dicendo? Uscirà solo il rosso, sono entrambi rossi. Non vedo l’ora di vedere le quote dei bookmaker. Li pubblichiamo ogni mattina, soprattutto quando in gara ci sono due italiani. Oppure, dimenticavo, anche se non è una novità a metterci in testa: i due italiani in ottava sono anche due “ambasciatori” – ora lo dicono, i testimonial sembrano fuori moda, è meno chic – K intesa sanpaolo, È bene scommettere su di loro (e non nel casinò).

Ma diverse sponsorizzazioni hanno puntato anche sugli italiani: Ranieri III è costellato di marchi italiani, Generali, Ripley, Valmora, Maserati, Sergio Tacchini.

Lorenzo Sonego durante il torneo di Montecarlo, testimonial Valmora

Quest’ultimo è ormai un marchio franco-americano, ma come dimenticare le sue origini e il suo fondatore? Credo che l’intenzione dei nuovi proprietari sia quella di rimettere in carreggiata lo stesso Sergio Tacchini, se lo accetta, magari come Presidente Onorario, in quanto l’ardente imprenditore francese è arrivato al punto di far rivivere la storia di un marchio. Interessato chi è negli anni Settanta , anni ottanta. E negli anni Novanta è diventato famoso in tutto il mondo come un “indossatore” – non un ambasciatore né un testimonial – come un campione. Nastase, Kodes, Fibac, Connors, McEnroe, Gerulitis, Cash, Willander, Sampras, Ivancevic, Gabriella Sabatini, Djokovic E… cito a memoria, ma mi è venuto in mente un altro tennista molto famoso e promettente, ah sì, certo, Ubaldo Scanagatta! Era un contratto che avrebbe fatto decollare economicamente l’azienda novarese: 8 pantaloncini, 8 t-shirt, 10 paia di calzini, almeno otto polsini, una tuta, un maglione a maniche lunghe e uno smanicato, ma con il iniziale USL ‘altezza del cuore. Ho ancora dei… reperti archeologici.

Il tabellone completo del Montecarlo

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