Giovinazzi sulla Formula E: “E’ un altro sport” – Formula E

L’E-Prix di Roma non è stato particolarmente fortunato per Antonio Giovinazzi. Sabato il pilota di Martina Franca ha adottato una strategia diversa in gara, viaggiando con una certa velocità conservativa per guadagnare un energico vantaggio in finale nel caso in cui il gruppo fosse riunito dalla safety car, che però in pista non è entrata. Il giorno successivo un problema tecnico per la prima volta ha permesso ad Antonio di completare un solo giro iniziato durante le prove libere, mentre il Dragon Rider in qualifica non è riuscito a prendere la bandiera a scacchi per una frazione di quello che aveva nel secondo tentativo. . In gara, quindi, Giovinazzi ha adottato la stessa strategia del giorno precedente, che avrebbe dato i suoi frutti con l’ingresso della Safety Car in finale, così come l’arrivo a doppia cifra dei piloti Nio, ma ne ha tirato fuori un altro guasto tecnico della gara fine iniziale. ‘Italiano.

Oltre alla sfortuna, il pilota pugliese sta avendo grosse difficoltà ad adattarsi alla categoria, come ha spiegato direttamente. FormulaPassion.it: “Non mi aspettavo un inizio di stagione molto tranquillo, perché a Valencia ho provato solo per due giorni e poi sono andato direttamente alla prima gara con pochissimi chilometri in macchina. È un altro sport, sto quasi ricominciando da zero, quindi imparo girando dritto. E ora abbiamo due mesi di riposo, decisamente non l’ideale”. Le difficoltà incontrate da Giovinazzi testimoniano le profonde differenze tra Formula 1 e Formula E, che impediscono confronti rispetto al valore dei piloti iscritti ai rispettivi campionati. Nonostante abbia dimostrato il suo talento in Formula 1 negli ultimi tempi, l’italiano sta sperimentando il livello dei piloti nel Mondiale Elettrico, riuscendo in più occasioni a qualificare una modesta Alfa Romeo nella top ten. La Formula E è un campionato che richiede un alto livello di competenza, anche per le caratteristiche della monoposto, che è particolarmente pesante e, insieme allo scarso grip meccanico e aerodinamico, rendono piuttosto difficile il controllo: “Negli ultimi tre anni sono sempre stato abituato alle auto ferme ed è un bel cambiamento essere su questa macchina”.

Antonio vive un momento particolarmente difficile a causa delle difficoltà che ha vissuto in Formula E, dopo il periodo vissuto alla fine della scorsa stagione in Formula 1, quando c’era grande incertezza sul suo futuro. Giovinazzi ha poi commentato anche l’importanza del benessere psicologico: “Questo è un problema sia nello sport che nella vita, ci sono momenti positivi e momenti negativi. Nel complesso sono contento del tipo di risposta che ho dato in finale. Non ho mai perso la testa, sono sempre stato concentrato sui miei obiettivi. Ovviamente questo capita di tanto in tanto, ma l’importante è pensare sempre positivo e capire cosa si può imparare in quei momenti difficili”. Anche il pilota di Martina Franca sta davvero dimostrando di comprendere gli aspetti positivi della Formula E che sono assenti in Formula 1: ,Apprezzo il divertimento nelle gare o il fatto di sorpassare sui circuiti cittadini, molto difficili nelle altre categorie., Le gare sono più aperte e i vincitori sono diversi. Lo amo tutto”. Molti dei piloti coinvolti nel Campionato del Mondo Elettrico riescono a combinare il programma di Formula E con il Campionato del Mondo Endurance. Di fronte a un ipotetico scenario di correre a Le Mans con una hypercar Ferrari, Antonio, però, ha risposto di volersi concentrare sul presente: “Ora voglio concentrarmi sulla Formula E e fare bene qui, perché in tutte le categorie ho sempre fatto bene e voglio fare lo stesso anche qui. È una sfida che raccoglierò quest’anno, il prossimo Per vedremo” .

FP | carlo platela

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