Ferrari-Red Bull: a Imola il diavolo stato nei dettagli – Federico Albano

Vittoria dominante della Red Bull, sconfitta dolorosa per la Ferrariquesto , senza ombra di dubbio il verdetto del Gran Premio dell’Emilia Romagna e del Made in Italy, alias la gara di imola, Un weekend che alla vigilia sembrava essere una consacrazione per la rossa e che invece ha riportato il team di Maranello ei suoi tifosi con i piedi per terra, La F1-75 continua ad essere una macchina da titoloma il weekend imolese ha messo in chiaro che comunque per primeggiare bisogna fare un lavoro anche in pista migliore di quello degli avversari.

RedBull si presenta con una vettura su cui qualche chilo stato risparmiato e quindi con una distribuzione delle masse leggermente migliorata, che ha prodotto, insieme all’assetto aerodinamicoun bilanciamento complessivo estremamente equilibrato fin da subito. La dura lezione di Melbourne ha indicato la via e qualche aggiornamento concentrato hanno supportato il team di Horner, che ha messo in pista una vettura in grado di lavorare bene le gommecon un bilanciamento più spostato evidentemente verso l’anteriore alle prime gare, riuscendo così a proteggere rispetto a dovere l’avantreno.

Le condizioni al contorno hanno dato un ulteriore contributo: le temperatura dei bassi ambientale sono andate a nozze con le necessità di controllo termico delle coperture che ha congenitamente la vettura di Newey, e la somma di tutti gli elementi ha messo nelle mani di Verstappen la miglior vettura del lotto sul tracciato del Santerno. Come abbiamo già detto più volte, ci teniamo a ribadire che il talento dell’olandese non va dato per scontato e non si può non notare, almeno guardando dall’esterno, come il Campione del Mondo in carica corra con un atteggiamento molto più sereno rispetto alla passata di stagione.

La rivalità con Leclerc, unita al rispetto reciproco tra i due, sta producendo per ora un duello da antologia per quanto i due non si risparmiano in pista, ma senza mai sfociare in nessuna scorrettezza. Si è notato anche nelle dichiarazioni post gara sprint, dove l’olandese, parlando del suo sorpasso sul rivale monegasco, detto che gli stato lo spazio corretto e che non si aspettava ,niente di diverso,, visto quanto corretto erano già state le battaglie con Leclerc nelle prime gare. Non sappiamo quanto potrà durare questo pseudo-idillio tra i due, prima che qualche situazione di pista cominci a creare tensione, ma per il momento i due stanno dando un’ottima dimostrazione di sport,

Venendo alla rossa le cose sono andate in maniera diametralmente opposto rispetto a quanto raccontato su RedBull. La F1-75 non trova nelle temperature ambientali la migliore condizione per esprimersi, e il graining che continuava a sviluppare Leclerc all’anteriore, specialmente nel corso della gara di domenica, sembra proprio dovuto a una fatica a scaldare le gomme quanto necessario. L’impressione anche che a Maranello si sia optato per un bilanciamento più spostato verso il retrotreno per migliorare la trazione in caso di asciutto. Questo nell’ottica di difendersi meglio dalla velocità di punta di RedBull casella sul lungo rettilineo. Inoltre tale scelta può essere anche figlia della ricerca di una vettura un po’ più stabile e più semplice da gestire in caso di pioggia. Tutto ciò però è stato portato in pista praticamente alla cieca visto che l’unica sessione di libere stata corsa sotto il diluvio e poi, con l’inizio del regime di Parco Chiuso, non c’è più stato modo di apportare correttivi radicali all’assetto delle vetture di Sainz e Leclerc. Il risultato stata una F1-75 di 2-3 decimi più lenta del duo RedBull, a cui poi si sono sommate le varie situazioni di gara tutte sfavorevoli, come la brutta partenza di Leclerc e il pit-stop lungedito dei meccanici al monegasco di metri davanti a Perez con un margine di sicurezza. Un peccato speciale quest’ultimo punto, perché sarebbe stato estremamente interessante capire se Leclerc sarebbe stato in grado di tenersi la seconda posizione o subito avresti comunque l’attacco del Casabella una volta posizionato stabilmente davanti. L’errore del monegasco poi la fotografia di chi vuol governare oltre le capacità della vettura. Aveva recentemente detto Leclerc che era contento di non doverlo più fare con la F1-75, ma si subito smentito da solo, Non un drumma, ma sicuramente qualcosa da cui imparare, inoltre figura personale di chi scrive che qualora la gara non fosse stata quella di casa, con le tribuna rossa e gli alti dirigenti ferrari ai box, Leclerc avrebbe mollato il colpo più facilmente, accontentandosi del terzo posto. Nel complesso il sesto posto del monegasco si può anche pensare con le prime due posizioni perse per una vettura non abbastanza performante e le ultime tre per il suo errore. In la strategia generale di provare un ulteriore pit stop alla fine aveva senso, non tanto per il giro veloce ma per provare a smuovere una classifica ormai bloccata, tanto che per sicurezza RedBull ha dovuto rispondere con entrambe le vetture. Il problema di grana all’anteriore però era evidentemente evidente il più limitante per Leclec, che addirittura si lamentato di aver montato la gomma morbida nonostante mancassero solo poco più di 10 giri alla fine. sulla gara di Sainz invece c’è ben poco da dire, se non peccato per sfortuna di rimanere in esame e perché non si potuta valutare la nuova Centralina in gara, Proveremo a breve a ripercorrere i dati della Sprint Race per capire se si nota un miglioramento sul fronte potenza per con la seconda unità motore portata in pista dalla vettura numero 55.
Il weekend imolese si dimostra, in conclusione, un aspetto particolarmente stimolante per la lotta al mondo: con lo passo fatto da RedBull le prestazioni degli austriaci e della ferrari si sono ulteriormente avvicinate, ed il lavoro in pista di piloti ed ingegneri può cambia le sorti di un weekend al di là delle caratteristiche di base delle vetture.

Dietro i due top team è una rediviva McLaren che conferma la performance di Melbourne anche sull’asciutto con il sempre presente Norris, Seppur lontano dalla vetta, il team di Woking trova addirittura un podio dopo un inizio che pareva disastroso grazie ad un lavoro di messa a punto importante, che conferma quanto queste vetture sono sensibili alle variazioni d’assetto. Continua invece il buio MercedesMILF Illuminato Solo Dalla stella di Russel, autore di una gara magnifica. A Imola con tutta la squadra di Brackley ha salutato le speranze per il titolo 2022. La performance di Russell infatti quasi tutto il frutto della capacità del pilota, e ben poco della vettura. Russell ha anche dovuto resistere duramente al ritorno di Bottas e guardando il grafico dei gap relativi lungo la gara si nota come il passo di botta fosse addirittura passo da podio se non avesse avuto il problema ai box con il lunghissimo pit stop.

Dal punto di vista della performance a questo punto l’attesa tutta per barcellonadove tutti i team porteranno (come annunciato da Binotto stesso) patchetti importanti di aggiornamento sulla vettura. Chi uscirà vincente e convincente dal circuito catalano avrà in tasca una fetta importante di mondiale. In quest’ottica la prossima gara sulla bizzarra pista di Miami rappresenta quasi un intralcio psicologico. Il tracciato velocissimo e con rettilinei lunghissimi costringerà i team a portare dei pacchetti a basso carico per l’ultima corsa sulle cosiddette “versioni A” delle vetture, ea trovare qualche soluzione per il porpoising che su una pista del genere potrebbe rivetarsi micidiale anche fisicamente per i piloti. La stagione comunque continua a non tradire le aspettative ed anzi a rivelarsi gara dopo gara di primario interesse.

FP | Federico Albano

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