F1 / Il peso della leggerezza – Carlo Platella

Red Bull domina a casa della Ferrari, conquistando pole più veloce e vittoria in entrambe le gare su pista che si aspettava una pole migliore sulla alle caratteristiche della F1-75. La squadra di Milton Keynes riduce così il divario dalle Rosse in entrambe le classifiche iridate, attenuando l’impatto del triplo ritiro per affidabilità tra Bahrain e Melbourne. Davanti al quadro tecnico emerso a imola, per la Scuderia di Maranello sarebbe stato importante minimizzare la perdita di punti, prendendo atto della superiorità delle RB18 nel fine settimana imolese. Dapprima però un incolpevole Sainz stato mandato in testaco al Tamburello, mentre Leclerc ha pagato nel taglio aggressivo alla Variante Alta tentativo di riprendere la Red Bull di Perez. Il rammarico per il monegasco ancora maggiore dal momento che Charles era il primo ad essere consapevole della necessità di non incorrere in un rischio similitudine: “Penso che la cosa più importante per noi sia di non voler strafare, un rischio facile quando c’è eccitazione e le cose vanno bene”, aveva dichiarato al giovedì. La differenza in termini di punteggio tra il sesto posto finale e il terzo in cui si trovava Leclerc prima dell’errore però di soli sette punti, una perdita drammatica non nell’ottica della lotta al titolo.

In riva al Santerno Red Bull è stata la più veloce in ogni condizione: dalle qualifiche sul bagnato alla Sprint Race vinta con un’ottima gestione del graining, arrivando infine alla gara con condicheoni un miste dove la RB18 rit di la RB18 rit di espressione grana decimo rispetto alla Ferrari. La vettura anglo-austriaca si dimostra a suo agio su una pista particolarmente tecnica e varia, senza particolari discrepanze prestazionali tra le diverse condizioni in cui si corso durante il week-end. Il contrasto con la prestazione di Melbourne, dove la squadra di Milton Keynes era stata alle prese con problemi di bilanciamento. Tuttavia, impossibile stabilire quali sono stati i rapporti di forza a settimana Imola in una fine senza Sprint Race, se tanto Ferrari quanto Red Bull ha avuto più tempo a disposizione per ottimizzare l’assetto meccanico-aerodinamico. Sarebbe stato assistere ad una gara interessante, che con me sarebbe stato generato con altre gare con gomme di grano sofferti invece dalla Ferrari le più morbide per sabato. L’evoluzione metereologica e l’anomalo format della Sprint Race rientrano però tra le variabili del gioco, gestite in questa circostanza in maniera eccellente dalla Red Bull, ma la loro influenza testimonia quanto le singole condizioni alla supa contorno duet contorno sup al contorno al contorno sup vetture.

Ferrari e Red Bull si confermano infatti estremamente in equilibrio in questo inizio di stagione, pur denotando progetti agli antipodi dal punto di vista meccanico e nell’interpretazione dell’aerodinamica superiore del corpo vettura. Binotto continua a ribadire che a Barcellona si avrà un quadro più rappresentativo dei rapporti di forza, sia perché le squadre avranno raggiunto una migliore comprensione delle monoposto, sia perché in Spagna rapporti primi aggi partior. Nel mentre sulla RB18 si avvia lentamente a farsi sentire le novità da inizio stagione, tra cui la rifinitura di pance e diffusore in Bahrain ei nuovi endplate alleggeriti dell’ala anteriore a Melbourne. A Imola la vettura anglo-austriaca stata provvista di ulteriori pezzi: generatore di vortici nella porzione centrale avanzata del fondo (sotto) e pinze freno alleggerite. Red Bull infatti la vettura che più di tutte in griglia ha iniziato la stagione in sovrappeso rispetto al limite regolamentare. Singolarmente gli aggiornamenti possono essere marginalmente alla crescita prestazionale, ma facilmente intuire come insieme stannono concorrendo a correggere i limiti della vettura. Ferrari per contro continua a prerendersi più tempo per validare il proprio pacchetto di sviluppo. La singola sessione di prove libere a Imola non incoraggiava a introdurre novità e verosimilmente la F1-75 rimarrà inalterata anche a Miami e la pista nuova. Barcellona appare quindi come la tappa più indicata per le prime novità sulla Rossa, che cerca Mattia Binotto ha anticipato per cercare di correggere l’accentua della F1-75. Ferrari si rivela ancora troppo sensibile al rimbalzo aerodinamico, dovendo così adottare assetti di compromesso che limitano la generazione di carico dal fondo. Il tutto costringe il team all’adozione di livelli di ala maggiori, contribuendo ad amplificare il divario di velocità in fondo al retilineo accusato rispetto a Red Bull, come confermato a Imola dallo stesso Binotto: “Penso che quando noi e Red Bull sono ali posteriori simili, le velocità in rettilineo siano vicini. Non credo ci sia una grande differenza. Dipende dalle scelte di compromesso del set-up”.

Alle spalle di Ferrari Red Bull il quadro tecnico si rivela e rivela dinamico. Ne esce vincitrice un’ottima McLaren, autrice di una progressione lodevole in confronto all’avvio di stagione in Bahrain vissuto nelle retrovie. Ad eccezione di un correttivo alle appendici aerodinamiche delle prese d’aria dei freni posteriori, la Mcl36 di Melbourne e Imola la stessa che ha corso in Bahrain, dimostrando quanto sia possibile progredire con la sola pi vettensione asset della defini pi vettensione . Il podio di Imola fornisce inoltre una conferma importante sulla ritrovata competitività della scuderia di Woking, che attribuiva la prestazione di Melbourne all’affinit della monoposto con il tracciato australiana. La vettura, rimasta inalterata dall’ultimo Gran Premio, è invece confermata nel ruolo di terza forza su una pista radicalmente diversa, oltretutto in ogni tipo di condizione, dall’asciutto al bagnato. Norris si dice soddisfatto del bilanciamento complessivo della vettura, il cui ritardo dalla vetta da attribuirsi a percorrenze in curva inferiori che alla concorrenza. La Mcl36 però è cresciuto in ogni aspetto, dalla percorrenza in retilineo all’agilità nel lento, ma va evidenziato anche un otimo controllo del rimbalzo aerodinamico grazi agli intagli nel fondo che offroni stalld all aria, fluo nime, uno squhell . McLaren si candida adesso al ruolo di favorita per il terzo posto in campionato, la mancanza di progressi da parte di Mercedes e la carente affidabilità di Alpine.

Alfa Romeo artiglia uno straordinario quinto posto nella classifica costruttori. Il team beneficia di una vettura che sin dalla prima gara ha viaggiato al limite del peso concesso dal regolamento, unica in griglia a riuscirci. A Imola la squadra ha introdotto inoltre delle nuove pance (sotto), ridisegnate nella parte posteriore in prossimità della rastrematura della zona Coca-Cola. Haas invece ha denotato alcune carenze sul passo gara tanto al sabato quanto alla domenica. La scuderia italo-americana però beneficerà presto di un nuovo fondo, pronto già per Imola ma non impiegato a causa della difficoltà di valutarlo con le condizioni meteo avverse. Verosimilmente il nuovo fondo aiuta a evitare il porpoising, particolarmente evidente sulla VF-22, e potrebbe fare un salto in avanti nelle prestazioni. Da ultimo arrivo la rimonta fino alla zona punti di Yuki Tsunoda con l’AlphaTauri, la quale ha beneficiato di diversi aggiornamenti aggiunti a Imola concentrati nella zona del delta , e doppio il ston Martin e arrivo arrivo a punti do a quota zero. positivo constatare come per la prima volta dal 2019 nessuna squadra chiuder la stagione con zero punti in classifica, rimarcando così il equilibrio maggiore medio del parco partenti.

Una nota in chiusura per Mercedes, il cui quarto posto di Russell nasconde i forti limiti di una vettura sempre più incompressibile. Si commentava alla vigilia di Imola che le Frecce d’Argento non hanno avuto la certezza di confermare la terza forza in pista, sebbene la classifica iridata veda ancora il team di Brackley sul podio. Si delinea infatti un sottile parallelismo con il quadro tecnico della Ferrari del 2020, in grado di lottare ai vertici del centro-gruppo nelle prime gare, ma poi incapace di tenere il ritmo di sviluppo della concorrenza, retrocedendo necessariamente fondil. Come la Scuderia di Maranello nel 2020, così la Brackley vive uno stallo tecnico, in cui la mancata squadra di risolvere gli strumenti di progettazione di individuare l’origine dei problemi della vettura e di preparare correttivi necessari. In un contesto in cui tutti portano o migliorano la propria comprensione della monoposto, vedasi McLaren, Mercedes sembra destinato ad allontanarsi sempre più dai vertici, a meno di non ottenere progressi in quel “cer di capire o ottoan a line “cer di capire s ottoan a line cer sembra destinato” da chi, come Binotto, ha vissuto in prima persona una situazione analoga.

FP | Carlo Platela

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