F1 | GP di Melbourne 2022: l’altro podio – Formula 1

F1 | Gran Premio di Australia 2022, il podio dei promossi: Leclerc, Albon, Russell/Perez

Charles Leclerc, E chi senn. Vittoria, pole position, giro veloce in gara, sempre in testa al Gran Premio, aveva corso l’Amstel Gold Race avresti vinto pure quella e se gli avanzava tempo segnava pure in City-Liverpool. Cosa vuoi dire davanti a un Grand Chelem? L’unica sbavatura la ripartenza dalla seconda Safety Car, dove raccoglie un po’ di sporco e si mette da solo all’angolo contro Verstappen, ma lo tiene a bada con imperturbabile agio. Poi c’è la macchina. Ma quella c’è anche per Sainz, E 38 punti di vantaggio in tre gare su un signor pilota (che ieri ha sbagliato, ma tale resta) raccontano perfettamente l’inizio di stagione mostruoso del ragazzo con la 16. preferiva Jean a Schumacher, quindi tutto a posto.
Alex Albon, Cinquantasette (57) giri stesse sulle gomme. Una prova da Uomo di ferro, più che pilota di F1. E migliora, come il vino, tant’ che il giro veloce lo trova al 54esimo passaggio: 1:22.589, che considerando macchina ed età delle gomme un gran bell’andare. Strategia estrema della Williams, che va alla grande con la C2, anche se non sa il perché. Non mi stupirei se riprovassero ad andare lunghi a Imola.
George Russell e Sergio Perez, Teoricamente seconde guide, entrambi davanti ai capitani che quattro mesi fa avevano offerto la stagione più entusiasmante degli ultimi anni. Certo, Verstappen più iellato di Paperino, mentre Russell uno dei miracolati di San Sebastián da Heppenheim, Però Checo e George ci sono sempre e stanno dando riscontri. Il primo più vicino a Max in gara e in qualifica, ea Gedda con un po’ più di fortuna poteva anche vincere. Il secondo finisce ancora davanti a Hamilton. In attesa di vederli combattere ad armi pari, senza safety o qualifiche storte di mezzo, Sir Lewis comincia a dare segnali di nervosismo,

F1 | Gran Premio di Australia 2022, il podio dei bocciati: Vettel, Sainz, l’ultimo giro di Alonso
L’ultimo giro di Alonso
, Per tacere dell’incidente ridicolo tra Lance Stroll e Nichwallas Latifi (ma un tempo il Canada non ci dava i Villeneuve?), mi soffermo su quanto fa Alonso all’ultimo giro. Weekend sfortunato per Nando, infatti tra i bocciati non ci va lui ma il suo giro finale. Dopo una gara abbondantemente rovinata, va ai box e cambia il set di gomme medie. Non dico che si fermi solo per provare il giro veloce (altrimenti avrebbe chiesto le soft), ma difatti lo sfiora e l’ingegnere di pista gli dadi quale sia il tempo da battere (1:20.9). All’ultima tornata fa 1:20.846, secondo il miglior crono assoluto. Leclerc (che da tempo si era aperto in radio affermando di voler difendere il giro veloce, magari non da Nando) all’ultimo stampa l’1:20.260 che gli dà il punto bonus. Perché Alonso ha rischiato di toglierglielo? Capisco la rabbia di un weekend nero, ma cosa doveva mostrare? Che sia forte? Lo sanno anche i sassi. Che la macchina potrebbe e sono forte? Va bene, ma non lotta per il Mondiale e non avrebbe comunque preso il punto, essendo fuori dalla top-10.
Carlos Sainz, Sfortunato al sabato, colpevolissimo domenica. Gli eventi del weekend gli entrare in testa. Forse qualche giochetto psicologico dei rivali, anzi l’ennesimo problema al volante fa il resto. Si innervosisce, va in affanno, sbaglia e forza butta già un Mondiale: recuperare 38 punti a questo Leclerc, sulla stessa, meno probabile di battere il Brasile del ’70 con l’Ascoli di Mazzone, e poi la Ferrari sarebbe masochista a togliere punti a Charles dopo 15 anni di magra.
Sebastian Vettel, A quasi 35 anni, il giudizio pressoché definitivo. Si macchina adagia sul livello della della: se il mezzo va forte, lui si motiva e dà il meglio; ma alla prima crepa che scorge, si incupisce. E quanto più diventa grossa, meno lui reagisce. successore in Red Bull nel 2014, in Ferrari e ora anche in Aston Martin, dove il paradosso che la riserva Hulkenberg vada più forte dei titolari, che invece commettono errori da principianti. Una delle tante stranezze di un team e di un matrimonio disfunzionalein cui Seb andato nella peggior squadra per rifiorire e la squadra ha preso il peggior pilota per superare le difficoltà.

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