Eurocup Women, altra maledetta finale per Rare: Borges vince 74-38

La “maledizione” della finale di Eurocup cade per la seconda volta consecutiva, la terza negli ultimi cinque anni, su Umana Rare, costringendo ad alzare bandiera bianca davanti ai padroni di casa del Tango Borges, che alla fine si scontrano, alzano la coppa e i tifosi Festeggia il tuo meritato successo davanti al muro, salendo le scale del Palais do Sports do Prado.
Aldebrink, Rupert, Michel, Hampton e Godin per i francesi e Bestagno, Carrangelo, Thornton, Anderson ed Endor per i Lagoon sono chiamati a gareggiare nel sollevamento palla.

Primo destro per il Transalpino che trova subito la via del canestro con Aldebrink. Invece, gli sforzi di Bestagno e Thornton falliscono prima dell’1/2 di Ndour, che, nell’azione successiva, ferma Hampton. Per prendere di mira Rupert ed entrare nel territorio di Attura. Il “capitano” Bestagno guadagna due individuali e da 4 a 3 punti. Rupert è prolifico in attacco ma la tripla di Carangelo frena momentaneamente le cose. La pressione del palo sembra avere più effetto sull’Orogranata che torna a -4. Anderson si appoggia al vetro, mantenendo i suoi colori a stretto contatto. Deutsche ha seguito l’esempio nella direzione opposta, mentre Martina Bestagno si è comunque affermata sotto il tabellone, guadagnando punti (-2,57 sul 12-10) alla chiusura della cronometro. Entra Sara Madeira e, ancora una volta, è Rupert a muovere il punteggio. L’assist di Bestagno per Anderson è da manuale e vale 14 a 12 a un minuto dal primo parziale. La tripla di Guapo chiude il primo quarto sul 17 a 12.
L’allenatore rimescola le carte includendo Mazon Smorto ma Rupert resta il “bugbear” della difesa veneta. Ndour e Mann per 21 a 14, mentre il giovanissimo centrocampista continua a prendere di mira Lagoon Retina, questa volta a 6,75, siglando il primo vantaggio in doppia cifra (-7,46 sul 24-14). La difesa transalpina si aggrappa ai terminali offensivi veneziani, limitando la loro minaccia e Rare fa il suo punteggio grazie solo al personale di Ndour. La tripla di Guapo scatena la reazione rabbiosa di Anderson che firma il 27-20. Endor French brucia le assi di legno e raccoglie la palla 27-22. Rupert approfitta del mismatch con Anderson ed elimina i suoi compagni di squadra. Thornton, sotto sorveglianza speciale, ruba palla e firma a referto quelli che sarebbero stati i suoi unici punti della partita, poi 6,75 per Mitchell e il “normale” Rupert spinge Umana a distanza di sicurezza, +10 (34)) – 24 h -2.39). Attura è preciso in mezzo alla libera ed elevata Letizia guapo dopo aver “inventato” e in misura minore il canestro fortunato. Umana soffre dell’intensità difensiva degli avversari perdendo palloni preziosi. Attura è stato approvato per un flop, ma il veneziano n. 30 ha immediatamente seguito l’esempio con una delle sue incursioni distintive nella pittura. Dalla linea di tiro libero, Mitchell e Anderson vanno con la formazione a intervalli di 38 a 29.

Inizia subito a battere Borges, colpendo Retina con Hampton. Ndour è 1/2 dalla “linea della carità” mentre la percentuale dei veneziani non mostra segni di miglioramento. Hampton ha trovato +13 e Mitchell e Mann hanno ulteriormente ampliato il divario (47 a 30 a -4,35). Rare fa affidamento sull’iniziativa individuale che non ha alcun effetto a favore degli avversari che ora sembrano essere i padroni del match. Ndour sfrutta la libertà fornita e le linee nervose dell’orogranata si snodano in quello che sembra un non giocatore grazie all’intervento di Anderson su Mann. Tango Borges realizza un rassicurante varco nel volteggio che solo Anderson prova a limare ottenendo il primo punto sull’azione del quarto. Ileana Rupert, l’autentica protagonista della partita, mette in pausa il tabellone prima del breve riposo finale sul 51 a 34.

Rupert, sempre suo, continua il suo spettacolo personale appesantindo il fondo (55-34 a -8.18). Coach Lafargue piazza anche le sue seconde linee e Umana vede un altro fallo non da giocatore sanzionato dal trio arbitrale, questa volta contro Nedour. Gli ultimi minuti diventano “passerelle” per i Blues che prematuramente si disperdono e “ondulazione” aprono le tribune. Sempre gli ospiti di casa continuano a fischiare brutalmente ogni pallone toccato da Yvonne Anderson, che esce lasciando il posto ad Alyssa Penna per gli ultimi scampoli del match. Giovanna Smorto riceve due canestri, che, a quanto pare, non possono modificare in alcun modo il risultato finale ed esultano i giocatori di Final Siren e lo staff del Tango Borges, autore di una prova difensiva che ha visto arrendersi un Umana Rare che potrebbe aver sparato tutte le sue cartucce in semifinale vinta con Mersin e ora deve superare in fretta la frustrazione che gli aveva procurato puntando sul prossimo playoff, a differenza del primo turno di Campobasso.

resoconto della partita

Parziale: 17-12; 38-29; 51-34

Tango Borges: Aldebrink 9, Rupert 25, Mitchell 7, Astier 6, Guapo 1, Hampton 5, Mavuanga, Zodia, Godin, Deutsche 2, Mann 10 (All. Olivier Lafarge)

Umana Rare Venezia: Bestagno 4, Carrangelo 3, Thornton 2, Anderson 12, Petronite Ne, Madera, Smorto 4, Atura 3, Penna, Endor 10 (All. Andrea Mazzone).

Totale squadra:
Tango Borges: 2 colpi dal 23/45, 3 colpi dal 6/18, TL 10/15, Rimb. Differenza. 31, Bordo. spento. 5, pagg. 6, Pr 9, Assistenza 23
Umana Rare Venezia: 2 33/11, 322/1, TL 13/16, tiro dal cerchio. Differenza. 31, Bordo. spento. 10, pagg. 18, pr 3, assist 8.

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