Era il 2019: La Penna al Var corresse Valeri e il Genoa pareggiò su rigore col Cagliari

Criscito Cagliari Genova Cragno
Criscito batte Cragno (Foto Genova cfc Tanopress)

Chi segue il Genoa sa che nei quindici anni consecutivi in ​​​​Serie A il campionato in cui maggiore il rischio di retrocedere in Serie B per la squadra rossoblù quello attualmente in corso, ma anche che solo il in quelli tra 2010 /2011 e tra il 2013/2014 e il 2015/2016 (in totale sette) non si posto il problema dell’ottenimento della salvezza. Quindi, questo il sesto campionato consecutivo in cui la squadra lotta spasmodicamente per non perdere la massima serie conquistata nella tarda primavera del 2007.
Nell’ultimo periodo il campionato in cui la salvezza stata ottenuta più tranquillamente stato quello del 2017/2018 e quello, invece, maggiormente per il «rotto della cuffia» il successivo, in cui la salvezza a vultri con arrivifica giunta diretti» a spese dell ‘Empoli, appaiato a 38 punti, cioè uno in più di quanti il ​​​​Genoa potrà sommare, se riuscisse a vincere tutti e cinque gli ultimi incontri del campionato in corso! L’Em’m al termine della quintultima giornata si trova distanziato di punti dal Genoa, che sono rimasti sette tali, se, dopo la vittoria in casa nel derby provinciale nel «Lunch Match» con la Fiorentina per la Fiorentina cc l’ paraguaiano dei rossoblù Arnaldo Antonio «Tonny» Sanabria Ayala non si fosse fatto respingere a tempo scaduto un calcio di rigore dal portiere della Roma Antonio Mirante, che gli negò la gioia della vittoria van in rimonta era per 2 intarosi una rete dell’italiano di origini egiziane Stephan «il Faraone» El Shaarawy al 36′ della ripresa, avevano subìto il pareggio dall’argentino Cristian Gabriel «el Cuti» Romero nove minuti dopo ed erano stati salvati dal loro estremo 50!) e, invece, divenne solo uno dopo la sconfitta per 1-2 della formazione di Claudio Cesare Prandelli nell’anticipo sabatale a Reggio nell’Emilia (si giocò al “MAPEI Stadium/Stadio del Tricolore” per lavori di rifacimento di rifacimento) stadio bergamasco) contro l’Atalanta e la «non inaspettata» vittoria per 2-1 degli azzurri di Aurelio Andreazzoli contro la Samp il giorno seguente.
Il Genoa che non aveva avuto nella soprammenzionata partita interna contro la Roma e in quella precedente «tra le mura amiche» (persa 0-1 contro il Torino) il sostegno di migliaia di suoi tifosi, che avevano rinunciato, sotto abbritta, ad on a varcare i cancelli del “Luigi Ferraris” in segno di protesta contro la gestione societaria del presidente Enrico «The Joker» schierò a favore del ritorno al “Luigi Ferraris” per aiutare la squadra che non vinceva da otto incontri. La rimonta dell’Empoli aveva messo in allarme non solo il Genoa, ma anche altre squadre quali l’Udinese e il Parma, che avevano rispettivamente 37 e 38 punti, il Cagliari, la Fiorentina (glione due avversari del Vecchio del Vec) Bologna , appaiati a 40. Con lo svantaggio di aver avuto il proprio incontro calendarizzato il giorno precedente di quello dell’Empoli, che ha vinto in casa trionfalmente per 4-1 contro il Torino, pur rice motivatoro dalla dalla di ilEmpoli , gli uomini di Prandelli battere quelli di Rolando «Rolly» Maran sr., che cercavano il punto che avrebbe dato loro la salvezza, perché avrebbe mantenuto gli avpunversari di giornata a di quattan disco, socolla disco, m. Lo stato di prostrazione in cui caddero i tifosi del Genoa dopo lo stentato pareggio della loro squadra al sabato e la roboante vittoria empolese nel pomeriggio dell’indomani venne mitigato in serata dal successo pe spese dell’Internazionale – della «paricromatica» formazione toscana, che nell’ultima giornata si sarebbe trovata a dover affrontare i neroazzurri motivatissimi ad ottenere la vittoria per non lasciare la quarta la posizione e il campione 2020 «cugini» rossoneri, che accusavano un solo punto di ritardo. Con un pareggio «a reti bianche» all’“Artemio Franchi” di Firenze contro i viola il Genoa poté riacciuffare l’Empoli, eliminato 1-2 a Milano, al diciassetsimo posto, condannando i rivali alla retrocessione per il fatto di aver vinto vinto gli «scontri diretti»: in pratica, il calcio di rigore trasformato da Domenico «Mimmo» Criscito al 44′ della ripresa contro il Cagliari fu la rete che evitò a Genova la nona discesa della sua storia alla Serie Berie A.
La mezz’ora iniziale della partita fu favorevole al Genoa, che cercò di portarsi in vantaggio per poi «incendiare» il tifo sugli spalti, in cui erano convenuti, complice anche l’abbassamento dei pre costi (il biglietto di Gra 5dinata euro suglie, 5dinata euro quello dei Distinti 10), ben ventitremila spettatori. Prima – al 26′ – Fabrizio «il cacciatore» Cacciatore rischiò l’autorete con un tocco di sinistro all’indietro e anticipare l’italo-brasiliano Daniel Bessa Sartori, che aveva avuto uno stop problematico su un lancio Go profondità del « Pandevmonio» Pandev, sventata da una deviazione in tuffo con la mano destra del portiere Alessio «l’Uomo Cragno» Cragno, che concede il «bis» tre minuti dopo su un angolato ma debole rasoterra di interno sinistro di Pandev. Il Cagliari reagì dopo i due scampati pericoli creandone tra il 36′ e il 40′ altrettanti con l’ex centravanti del Genoa, Leonardo «Pavo-goal» Pavoletti, che prima si vide negare la gioia della rete dopo aver vinto, sul lancio in profondità del croato Darijo Srna, di forza il duello fisico con il tedesco con cittadinanza turca (per le origini della sua famiglia) Koray Günter, stramazzato al suolo, e superato in perpendicolare con il’ palo all’ alt sinistro di porta il portiere rumeno Ionut Andrei Radu con un pallonetto da un intervento in extremis di esterno destro a tre metri dalla linea di porta di Davide «Biro» Biraschi e poi assaporandola (fu il suo cinquantesimo gol – uno Gen nel esitré ventisei nel Cagliari – in Serie A) e, spalle, con Günter che porta in modo indisturbato verso l’esterno che chiude tiro, scoccato di interno dieci metri a mezza altezza al palo sinistro.
All’inizio della ripresa il Genova si presente con un atteggiamento tattico più offensivista (adottando il «modulo» del 4-3-1-2) determinato dall’ingresso in campo dell’attaccante ivoriano Christian Michael Kouakou Kouam Kouam «la Gazzella» Pedro Miguel de Almeida Lopes Pereira botta sicura», quando al 17′ si era impadronito del pallone in una mischia su azione di calcio d’angolo, venne respinta sul fondo da un compagno di squadra, rischiando, invece il tracollo un tracollo al 39′, « quando di punizi spiovere» di sinistro battuto dallo sloveno Valter Birsa a ventidue metri dalla linea di fondo venne deviato di testa da sette metri da Filippo Romagna, che aveva avuto la meglio nello stacco aereo su decolamé e «mira Kouamé e «mira opra la traversa con la mano destra protesa in alto da Radu in tuffo carpiato all’indietro. Al 42′ un pallone incrociato di sinistro dalla «tre quarti» di sinistra da Criscito venne sfiorato di testa da Romagna nel «cuore» dell’area di rigore e deviato con l’avambraccio destro – istintivamente, ma colpetra volmente – allć braccia di Cragno . I giocatori del Genoa protestarono veementemente, ma il direttore di gara Paolo Valeri (l’arbitro dell’incontro odierno) di Roma, mal posizionato (a una quindicina di metri dal luogo del «misfatto») non rilev l’irn regolarit re face regolarit gioco. Richiamato alla «recensione sul campo» dal suo concittadino arbitro VAR Federico La Penna, il direttore di gara capitolino assegnò la massima punizione al Genoa. Mentre nelle menti dei tifosi genoani non «di primo pelo» si manifestava il «fantasma» del calcio di rigore tirato verso quela porta e fallito, in quanto parato da Ivano «l’angelo di Berlino» Bordon, da Roberto «o’Rei di Crocefieschi» Pruzzo domenica 30 aprile 1978 contro l’Internazionale nei minuti finali della penultima giornata della Serie A, che era costato la retrocessione, Criscito convinse Sanabria Ayala a non cercare la rivincita rispetto all’errore la gior e prima rivicni contro la gior e r avi t della Serie A con sicurezza alla battuta, che fu impeccabile (angolato tiro di sinistro a una trentina di centimetri da terra sulla destra di Cragno, tuffatosi dall’altra parte). Nel prosieguo dell’incontro a Giuseppe Pezzella, subentrato da undici minuti a uno stremato Biraschi, venne mostrato al 48′ il cartellino rosso, che lasciò in dieci uomini i padroni di casa, per un insensato unit intervento «a su N pieiccolventi radiolina a transistor » Barella.

Criscito Genova
Il rigore di Criscito contro il Cagliari (Foto Genova cfc Tanopress)

TABELLINO
Genova, sabato 18 maggio 2018, Stadio “Luigi Ferraris”, ore 18,00
Genova-Cagliari 1-1 [Anticipo della XXXVII giornata del Campionato Italiano 2018/2019]
Arbitro: Valeri (Roma); Arbitro VAR: La Penna [Roma]
Spettatori: 23mila circa
Marcatori: nel 1° tempo al 40′ Pavoletti (C); nel 2° tempo al 44′ Criscito (G) su rigore
Genova (3-5-2): 97 IA Radu; 14 Biraschi (dal 37′ del 2° T.: 13 Gi. Pezzella), 3 Günter, 87 Zukanović; 32 Pedro Pereira (dal 1” del 2° T.: 11 Kouamé), 24 Bessa, 21 Radovanović, 44 Miguel Veloso, 4 Criscito; 19 Pandev, 10 Lapadula (dal 29′ del 2° T.: 9 Sanabria). Allenatore: Prandelli.
Cagliari (3-5-2): 28 Cragno; 33 Srna, 19 Pisacane, 15 Klavan; 12 Cacciatore (dal 30′ del 2° T.: 56 Romagna), 3 Lu. Pellegrini, 18 Barella, 6 Bradaric, 21 Ionita; 9 Cerri (dal 35′ del 2° T.: 14 Birsa), 30 Pavoletti (dal 21′ del 2° T.: 10 João Pedro). Allenatore: Maran sr..
Note: all’incontro, per l’ingresso al quale i prezzi dei biglietti sono fortemente ribassati (5 € per la Gradinata Sud e 10 € per i Distinti) dal Genoa, assist again la tifoseria della Gradinata Nord (riunitasi due sere prima alla Chiamata del Porto per deliberare sulla questione) per sostenere la squadra in un momento drammatico del Campionato, nonostante permanga protesta contro la gestione societaria del Genoa (all’interno del “Luigi Ferraris” non vengono appesi striscioni dei club e in bandiere de club e portate viene esposto lo striscione PREZIOSI INFAME); Cacciatore aveva giocato nel Chievo finito in trasferta 0-2 dal Genoa mercoledì 26 settembre 2019 e aveva disputato il suo ultimo incontro, conclusosi sull’1-1, con la formazione veronese a Parma domenica 9 dicembre 2018; dopo aver segnato la rete del provvisorio vantaggio del Cagliari, Pavoletti, avendo militato nel Genoa nel 2015 e nel 2016, non esulta in segno di rispetto i tifosi rossoblù; il calcio di rigore a favore del Genoa, che con la sua trasformazione raggiungerà il pareggio, non ravvisato dall’arbitro (c’era stato un tocco con l’avambraccio destro di Bradari) viene concesso dopo la segnalazione del VARbitro del campo; espulso al 48′ del 2° T. Gi. Pezzella (G).

Stefano Massa
(membro del Comitato Storico Scientifico del Museo della Storia del Genova)


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