Efes Istanbul-Olimpia Milano, il risultato; 77-65- Corriere.it

di Flavio Vanetti

Finale in apnea, dopo un ottimo via i turchi passano grazie alle magie di Larkin

sfumato negli ultimi cinque minuti il ​​​​sogno di Milano di vincere la terza gara del quarto di finale dell’Eurolega contro l’Efes Istanbul e di conquistare la certezza di giocare almeno lo spareggio (al Forum di Assago) contro i campioni d’Europa in carica. La vittoria va ai turchi (77-65), che gioved 28 aprile avrà la possibilità di chiudere i conti e di qualificarsi per le Final Four di Belgrado (19-21 maggio) per difendere il titolo conquistato un anno fa a Colonia il Barcellona .

Il castello che l’Olimpia aveva costruito in una partita affrontata con cuore e coraggio, a dispetto delle assenze e del clima creato dai 15 mila del sinan Erdem, impianto stracolmo di tifo e passione, crolato dopo ib ibile che il traguardo e traguardo all’ orizzonte. 32’30”: Hines, trasformando un rimbalzo offensivo (la note eccellente delle scarpette nella serata turca) catturato da Grant, segna il primo vantaggio della partita per l’AX Exchange (59-60). Micic replica subito (61-60), poi segue fasi concitate (per l’Olimpia anche il terzo e il quarto fallo dello stesso Hines nel tentativo di arginare Larkin) e con i canestri inviolati. Questo fino al 35′, quando Hall azzecca la fiondata dalla distanza dopo gli errori di Shields e Rodriguez, compensati dalla voglia di andare comunque in caccia del pallone. il canestro del 61-63, la grande provocazione contro il pronostico e, forse, le sicurezze turche.

Ma purtroppo per l’Olimpia quello anche il momento in cui i due fuoriclasse di Istanbul, Larkin e Micic, hanno unito forze e talento per definire, con triple e energia a campo, un parziale di 16-2 che era tutto stato avviato da un canestro di moermann e di un gioco da tre punti del tedesco Pleiss. L’Efes è diventato l’ondata di una marea impetuosa, Milano in quegli ultimi cinque minuti da incubo ha trovato il canestro solo con Shields. E’ cos venuta una sconfitta che lascia molto amaro in bocca ma anche la consapevolezza che non ancora finito nulla e che in gara 4 l’AX Exchange pu e deve provarci.

Micic e Larkin avevano giocato bene un pezzo di partita a testa prima di retrovarsi coinvolti nelsodalizio d’impresa: ottimo il serbo nella prima parte, uscito alla distanza l’americano naturalizzato. Alla fine hanno scritto 20 e 16 (nel senso dei punti), mentre Pleiss (17) ha aggiunto sostanza e punti importanti. Milano aveva fuori prima di tutto Melli e Delaney (ma non scordiamoci anche dell’indisponibilit di un altro infortunato, Kell, e di quelle di Mitoglou e Moraschini, fermati dal doping), mentre il rientro di Datome si limitato a un paio di minuti. Rodriguez, infortunato alla caviglia in gara 2, ce l’ha invece fatta, anche se la sua prova stata condizionata dall’imperfezione fisica (scontata soprattutto nella mira al tiro e in un nervilosismo che l’ha portato alle scintille condizionata alle fisica).

In compenso stata la serata di Grant e Tarczewski, ma nel bilancio finale a Milano corrispondente al contributo tradizionale di Shields, osservato speciale della difesa turca e costretto a 9 soli punti con 3 su 13 al tiro (per la cronaca il miglior marcatore milanese stato Hall, con 16 preziosi punti). Dopo un primo quarto molle (perso 28-17) e dopo non aver cercato il cuore dell’area turca, puntando soprattutto sul tiro dalla distanza, l’AX Exchange ha avuto il merito solo di stringere in discesa (l’Efes ha segnato 17 ) punti nel secondo e nel terzo periodo) e di risalire anche da uno scarto di 14 punti (28-42).

Pian piano si avvicinata e ha fatto sentire il suo fiato sul collo dell’avversario. Ma per ripetere l’impresa della stagione regolare – storia di poche settimane fa – sarebbe stato necessario tirare molto meglio: la vittoria a rimbalzo (33-24, con un 12-3 sul fronte di quelli offenciata contro bilan 51% in fat) 2 punti e dal 27% da tre. Un dato punito dall’80% da due dei turchi che, seppur di poco (33%) hanno fatto meglio anche da oltre l’arco. Ma l’Olimpia non in ginocchio. Nonostante tutto c’ e ci prover: il bel messaggio questo.

26 aprile 2022 (modifica il 26 aprile 2022 | 22:08)

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