È fortunato. Il ruolo svolto dalla “pubblicità” degli altri. Le scelte coraggiose che Pioli dovrà fare

Le partite non sono più le preferite: è un destino.  di altri

MilanoNews.it

Due sono le fortune da riportare dopo una serata magra con il Bologna. Primo: Via Giornali, Ricominciano i lavori di costruzione del palco in Piazza Duomo a Milano per celebrare lo Scudetto della Seconda Stella! Secondo: le agenzie di scommesse specializzate (persone che pagherebbero di tasca propria se sbagliassero, ecco, ndr) hanno aggiustato i prezzi indicando l’Inter come la favorita delle tre che attualmente guida la classifica. Perché dico due fortune? Semplice: perché così scompare la pressione mediatica che spinge il Milan a sbagliare in partita. Vi ricordate l’ultimo campionato nell’ultima gara casalinga contro il Cagliari, intanto salvato in albergo prima di arrivare a San Siro? Bene: alla fine è stato 0 a 0. E il Milan è stato costretto, sotto la pressione dell’incredulità e della disperazione, a trasferirsi a Bergamo nel girone finale, per centrare la vittoria e ribaltare il pronostico, addirittura secondo solo all’Inter, già Campione per molte domeniche. È chiaro che è questa gamma di problemi tecnici e calcistici che il Milan ha in questi giorni, che risiede, tra l’altro, nell’era del suo eroe. E qui bisogna dire molto chiaramente che anche con il Bologna la squadra aveva fretta, troppa frenesia, tutto ciò che toglie la lucidità a una squadra e ai suoi componenti.

Scelte audaci – Poi ci sono anche opzioni audaci tra cui scegliere. Pioli è un tecnico equilibrato, competente e molto affidabile. Se continua a scegliere il Messia e non i Cellmakers, ci deve essere una ragione per questo. Se questo tiene Castilejo fuori dal giro, ci deve essere un motivo. Se continua a concentrarsi su Leo, distratto e “disordinato” invece di concentrarsi sulla “canaglia” Rebek, un motivo ci deve essere. Forse gli chiederemo di uscire sabato pomeriggio a Milanello, ma è giunto il momento di fare un’opzione audace e forse controcorrente per sopravvivere al primo posto in classifica.

Propaganda – Se c’è da fare un problema per il Milan, che non è inteso come squadra e nemmeno come campo tecnico o dirigenza di un club, è mancanza di direzione mediatica o addirittura di pubblicità Meglio ancora, cosa che l’Inter riesce nel suo insieme .. basti ricordare il fuoco preventivo appiccato da alcuni degli stessi componenti (Paolo Bonolis e Bertie) nei giorni precedenti la partita di Torino (“Sappiamo cosa succede in quello stadio…”) e alcuni informatori ostili alla Juventus , per comprendere i commenti post-partita di Antifonte. Quale teoria è stata avanzata sia da Bonolis che da Ferry? Ha argomentato: “Sì, potremmo avere dei favori, ma sono una parziale compensazione del passato”. La teoria malsana è che se uno di voi rubasse il portafogli in metropolitana ti permetterebbe di diventare un borseggiatore non amato!

Il Milan avrebbe avuto delle buone ragioni per giocare l’area grande (confine geografico di Giroud con il Napoli, Messias con lo Spezia, gol di mano di Udini) ma non l’ha mai fatto, se non lamentandosi delle ripetute espulsioni. Arbitro esordiente con il Bologna (con quel fallo in campo di Giroud non fischiato nel secondo tempo, ndr). È vero: la Champions è stata vinta contro gli arbitri (1989) e qualche scudetto (1988) dello stesso significato in tutta la storia del Milan, ma alla fine questo ambiente mediatico sui giornali e in tv avrà il suo peso.

PS: Ieri mattina l’Ufficio Stampa di Milano ha pubblicato una classifica pubblicata da un topic indipendente sull’elogio del brand in Sinn e negli USA. L’ho postato su Twitter e l’inferno dei normali pisani si è scatenato. Non succede ma se succede…..

Leave a Reply

Your email address will not be published.