CM da Regina, Cortinovis: ‘Aspetto l’Atalanta e riporto la notizia. Menez è felice di aver sbagliato due gol al Barça. pagina iniziale

Le giovanili dell’Atalanta sono tra i gioielli fuori dal campo Alessandro CortinovisDue scudetti e una Supercoppa Primavera con i nerazzurri. Classe 2001, Regina ha avuto una prima stagione da professionista – 26 presenze, un gol e 2 assist – con la quale ha conquistato sicurezza e sogni playoff: “Era un percorso che dovevo fare, sapevo che l’anno precedente era mio. Primavera Sarà l’ultimo anno – dice nella nostra intervista – Sto vivendo una stagione positiva, fatta di alti e bassi. Ora che abbiamo raggiunto la sicurezza, possiamo giocare più comodamente e provare a raggiungere la zona playoff, anche se è molto difficile. “Non mi piace usare molto i social media”, un giovane insolito a 21 piedi per terra e testa sopra le spalle per Kourtinovis E postare le classiche foto dei giocatori”. WhatsApp? Anche così, un po’ più niente: “Il tuminello più attivo della chat di squadra che manda sempre tante figurine, quello che scrive di meno sono io. Il segreto per andare avanti: “In campo cerco di divertirmi come quando da bambino giocavo a oratoria”.

E quando ha segnato nell’oratorio della Polisportiva Monterosso, ha festeggiato un’occasione speciale per imitare un giocatore?
“No, ma quando giocavo commentavo la partita. È una passione che ho sempre avuto, lo faccio anche quando gioco in gioco. Un giorno sarò telecronista al Pardo che voglio”.

È andato all’Inter quando aveva 8 anni, quindi perché è partito dopo due mesi?
“Prima di andare all’Inter ho fatto il provino con l’Atalanta ma lui non mi ha detto niente, quindi sono andato al Milan ma quando mi hanno richiamato da Bergamo ho deciso di andarci. Essendo bergamasco, ho lavorato con l’Atalanta. Amava giocare, ed era più comodo che la mia famiglia portasse con me e anche con me”.

Ma è vero che tifi l’Inter?
“Quando ero piccolo, sì, ora di’ che è una sinfonia”.

Hai seguito la partita con la Juve?
“Sì, l’ho visto tifare per l’Inter con Turati. Non ne ero molto sicuro, ma per fortuna è arrivata la vittoria”.

Quanto credi allo scudetto?
“Non dico niente, ma è chiaro che si può fare…”.

Nel 2015-16 ha segnato due gol per il Barcellona nel Memorial Siria.
“Anche se avevo 15 anni ed era solo un torneo, è stato uno dei momenti più belli della mia vita. Ricordo ancora tutto fino ad oggi, è stata una grande gioia”.

La Masa è una delle migliori zone giovanili del mondo, chi c’era in quella squadra?
“Ansu Fati, Bernabé, che ora sta bene a Parma, ed Eric Garcia. Diciamo solo che è stata un’ottima squadra”.

In estate hai lasciato Bergamo dopo 14 anni, quanto è stata dura?
“Sinceramente pensavo peggio. Sono sempre stato a casa con i miei genitori, quindi andare da solo, finora, è stato un notevole balzo in avanti. Qui a Reggio, invece, mi sono ambientato bene subito, la città e grazie anche ai miei compagni di squadra .”

Cosa ti manca di più della tua città?
“Persone: gli amici e la mia famiglia, che ogni tanto mi fanno visita”.

“Non doveva finire così”, ha scritto in un post su Instagram. A cosa si riferiva?
“Abbiamo perso la finale dello Scudetto Primavera, dopo questo bellissimo viaggio ho voluto chiudere bene il cerchio”.

Dal centrocampo all’infanzia ha interpretato molti ruoli, qual è il tuo preferito?
“Ora amo giocare con un trequartista”.

Se glielo dico il 2/3/2022?
“Primo gol in serie B. Che emozione! È tornato a casa davanti ai nostri tifosi, è stata una liberazione perché è diventato quasi un peso. Durante tutto l’anno ho avuto poche occasioni ma questo primo gol non è mai arrivato, ora Quando’ ce l’ho fatta spero di aver sbloccato”.

Con chi vivi a Reggio?
“Sono solo”.

Come sta in cucina?
“Fino all’anno scorso non sapevo fare niente, ora sto imparando un po’. Diciamo che uso molto il servizio pranzo e cena al Campo Sant’Agata, ma un giorno alla settimana inizio a cucinare” .

Quale piatto sai fare meglio?
“Si chiamano Escaped Birds, sono involtini di carne con pancetta e formaggio”.

giocare a giocare?
“Sì, soprattutto in FIFA in modalità Pro Club. Ho creato il mio personaggio e gioco con lui: un terzino destro che non torna mai”.

Tatuaggi?
“Non li ho e non penso a farli, non ne sento il bisogno”.

Quale partner mi consigliate di più?
“A chi paragono di più è Turati, ma ha anche pochissima esperienza. Il mio mentore è Hetmaz, è il giocatore che più mi ispira e mi dà consigli. Da lui imparo sempre molto”.

E il giocatore più talentuoso?
“Senza dubbio Jeremy Menez. E’ di un’altra categoria, un livello incredibile. In allenamento riesce sempre a stupirmi, ogni volta si inventa qualcosa”.

Quel dramma che ti ha lasciato senza parole?
“Stava guardando dall’altra parte quando ero smarcato in allenamento, ma non so se è riuscito a consegnarmi un pallone che nessuno si aspettava. Uno sguardo pazzo, non chiedetemi come ha fatto”.

Ti piacerebbe tornare ad Atlanta?
“Sono ancora dell’Atalanta, il cerchio non è ancora chiuso. Sono molto legato al Bergamo, sarebbe un onore e una grande soddisfazione per me giocare con quella maglia”.

Quando è stata l’ultima volta che Gasperini ha parlato?
“Quando ho fatto qualche giorno di allenamento con la prima squadra”.

Ti senti ancora con un ex partner?
“Certo che siamo molto legati. Ghislandi che oggi è a Turis è un mio caro amico, siamo cresciuti insieme e quando possiamo provare ad incontrarci. Abbiamo una chat WhatsApp con quel gruppo ma è per uno. Mentre muto, ma sarebbe bello passare una giornata ritrovandovi tutti insieme”.

Avere la possibilità di giocare un anno in più in Primavera ti ha aiutato o punito?
“Non mi pento dello strapiombo. Ero capitano quell’anno e mi ha aiutato ad affinare le mie qualità di leader, la band mi ha dato più responsabilità sia dentro che fuori dal campo”.

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